Carloni ha inaugurato a Fano la campagna elettorale per la Regione. Quattro le priorità nel programma del fanese candidato consigliere della Lega: sanità, infrastrutture, giovani e sistema economico. Le ha illustrate nella prima serata dell’altro ieri, durante un’iniziativa nell’area verde dell’aeroporto. Pubblico numeroso: circa 300 persone secondo alcune stime; un centinaio in più a giudizio di altre. «La sanità è in mano ai burocrati, le infrastrutture sono ferme, i giovani sono costretti a emigrare. Abbiamo trenta giorni per dire basta a tutto questo e per decidere il nostro destino». Mirco Carloni ha introdotto così le sue quattro priorità elettorali, che comprendono anche «le Marche di nuovo competitive». Un risultato che può essere raggiunto, ha affermato, solo riscrivendo «una nuova pagina della nostra storia». Il filo logico che tiene insieme questi temi è il cambiamento politico. Il centrodestra vede la possibilità del ribaltone e secondo Carloni potrà essere realizzato «solo se ciascuno di noi dedicherà un po’ del proprio tempo a spiegare il nostro sogno. Se lo faremo, nulla sarà impossibile. Abbiamo davanti un’opportunità storica, perché possiamo veramente cambiare le Marche, tornando a guardare il futuro con occhi diversi e con orgoglio». Dopo i saluti di alcuni amministratori locali, Carloni ha detto che «la nostra regione è finita in un angolo, isolata e smantellata nei servizi». Ecco quindi l’esigenza di intervenire sulle quattro priorità: «Guardate quello che è successo con la sanità. Gli ospedali sono stati chiusi e quei pochi rimasti aperti sono finiti in mano ai burocrati». Il Cup, poi, è definito «il più grande fallimento mai visto nel mondo della sanità». Quindi le infrastrutture: «Vogliamo parlare della Fano-Grosseto? Quando ero piccolo già se ne discuteva e oggi versa nelle stesse condizioni. Senza collegamenti non c’è economia, senza economia non c’è futuro». Una situazione con ripercussioni pesanti soprattutto sull’entroterra, «che è ormai abbandonato a se stesso. Mancano i servizi e le condizioni per vivere con la giusta serenità il quotidiano. I giovani sono costretti a scappare via, lasciando la propria terra per cercare un futuro lontano dalla propria famiglia, dai propri affetti. Negli ultimi 10 anni la nostra regione ha perso più di 6.000 giovani tra i 15 e i 34 anni. Mi spaventa il fatto che mia figlia non abbia la possibilità di realizzarsi qui». Questo quadro è, secondo Carloni, legato a doppio filo alle «difficoltà che stanno incontrando le nostre imprese». «Nel primo trimestre del 2020 – ha argomentato – le iscrizioni al registro delle imprese nelle Marche sono diminuite del 28.3 per cento e l’export è crollato del 10 per cento. Manca un piano strategico che dia slancio alle nostre eccellenze, ai nostri talenti. Dobbiamo tornare ad offrire una prospettiva ai nostri giovani, che non vogliono scappare a migliaia di chilometri per avere un futuro, alle nostre imprese, al nostro entroterra». Ulteriore obiettivo, una sanità che «torni a essere efficiente e al servizio del paziente».
Nelle foto Mirco Carloni, candidato consigliere regionale per la Lega






















