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Festa grande ieri pomeriggio nella frazione di Pianello di Cagli. Pompeo Matteucci ha raggiunto il traguardo di un secolo di età, festeggiato da amici e parenti. Il vicesindaco Benilde Marini gli ha consegnato una targa celebrativa a nome dell’amministrazione comunale, nel giorno del suo centesimo compleanno.

Il momento della consegna della targa da parte del vicesindaco Marini

Pompeo Matteucci è nato a Pianello di Cagli il 03 settembre 1920. Già da adolescente ha seguito il padre nei lavori del bosco, taglio e raccolta a mano del legname anche in luoghi impervi e lontano da casa, riparandosi in capanne costruite con arbusti, dormendo in giacigli improvvisati e mangiando prevalentemente polenta. Allo scoppio della guerra (1940) viene chiamato come tutti gli altri giovani per prestare servizio militare. Si imbarca a Bari e dopo un viaggio di sei giorni nelle stive di una nave, insieme ai muli, sbarca nel Dodecanneso, dove prima a Kos, poi a Rodi, rimane fino al 1943, cioè fino a quando l’Italia rompe il patto con la Germania e si allea con coloro che fino a quel momento erano i nemici (Usa, Regno Unito, Francia, Russia, ecc…). In quello stesso anno viene fatto prigioniero dai tedeschi e viene portato da Rodi al Pireo in nave e poi, in treno su carri bestiame, e a tratti a piedi, viene condotto fino al campo di concentramento di Linz, tutto ciò attraversando la Grecia, l’Albania e l’ex Jugoslavia, dove i partigiani sparavano sulle colonne senza stare tanto a vedere se i bersagli fossero tedeschi o italiani. Finita la guerra, il ritorno a casa, poi il matrimonio nel 1947 con Clara Vantaggi e poi di nuovo al lavoro nei boschi delle basse Marche, dell’Abruzzo, dell’Umbria ed anche della Sardegna. Dopo la metà degli anni ‘50 come tanti suoi compaesani emigra in Lussemburgo, dove rimane fino ai primi anni ‘80 svolgendo prima un lavoro nelle cave di pietra e poi lavorando come manuale nell’edilizia. Qui lo raggiungono la moglie Clara ed i figli Giorgio e Giuseppe, ma purtroppo quando tutto sembrava andare per il meglio nel 1968 questi muoiono in un incidente stradale.
Nei primi anni ‘80 in base alle sue condizioni di salute gli viene consigliato di tornare in Italia per passare qui gli ultimi anni, ma non ci fu diagnosi più errata, Pompeo è ancora vivo ed autonomo mentre chi è morto è il medico che la fece.

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