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FOSSOMBRONE Quando la scuola è palestra di vita e d’innovazione didattica carica d’umanità. Detenuti-studenti del carcere, alunni e insegnanti, tutti dell’istituto d’istruzione superiore “Luigi Donati” di Fossombrone in veste di attori sono saliti sul palco del teatro della casa di reclusione. Hanno entusiasmato e trasmesso emozioni. Meritato applausi spontanei ripetuti dal pubblico in piedi. La performance ha riproposto, con l’ausilio di filmati d’epoca, una serie di testi, testimonianze dirette, di quanti vissero la tragedia dei campi di concentramento o delle foibe. Recitazioni partecipate, sentite e condivise. Proposte con una cadenza coinvolgente, puntando tutto sulla tonalità espressiva della voce. Una scenografia ridotta a pochi oggetti simbolici ha elevato lo spettacolo ad un tono di grande compostezza e incisività. Il massimo sarebbe poterlo riproporre pubblicamente perché quanta più gente possibile possa rendersi conto di quale sia il lavoro di laboratori didattici che hanno lo scopo di promuovere l’inclusione, il rispetto umano e la solidarietà. Valori che un processo formativo moderno non può mai lasciare in disparte ma piuttosto promuovere e diffondere in ogni angolo della quotidianità potendo peraltro contare su strumenti tecnologici moderni adeguati supporti per agevolare una missione educativa che non può mai prescindere da principi universali. “Voci della memoria”, per la regìa della professoressa Sara Mei ha visto come attori, oltre ai reclusi che seguono le lezioni nella sezione interna loro riservata, la stessa regista, i professori Eraldo Mazza, Barbara Giorgini, Cristian Sanchioni e Luigi Del Bianco figura storica del corso nell’istituto di pena e gli alunni Nyrije Demolli e Awa Dioume della quinta BP; Desijana Demolli, Fatima Mehni e Giada Tomassini della quinta RIM; Alessandro Cianni, Michael Leone, Elisa Licci, Tommaso Marchetti e Gianluca Truffi della quarta SIA. Hanno partecipato il sindaco Gabriele Bonci, la preside professoressa Alessandra Di Giuseppe, il presidente della Fondazione Monte di Pietà Lorenzo Fiorelli, il comandante del corpo degli agenti di polizia penitenziaria dottoressa Marta Bianco, oltre ad altri insegnanti, alunni e invitati. Una scuola che merita stima per quanto di meritevole sta facendo. Da ricordare anche il laboratorio di lettura del libro “Evelina e le fate” di Simona Baldelli per studenti e reclusi. Alla fine si confronteranno su temi letterari, di vita e di pensiero. Un’esperienza che si ripete da anni con successo. Destinatari quest’anno gli alunni della quinta liceo di Scienze umane su iniziativa della professoressa Sonia Paradisi, docente di filosofia, psicologia generale ed applicata.

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