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Nei guai il badante di un anziano fanese, accusato di avere sottoposto a reiterate aggressioni fisiche e psicologiche il suo assistito. Ha indagato sul caso il personale del commissariato, dopo che i familiari del nonnino avevano denunciato i loro sospetti sul badante, di origine straniera, peraltro considerato da anni una persona di fiducia. Tutto è cominciato quando sono state notate ecchimosi e piccole ferite sul corpo dell’anziano fanese, che si sarebbe sfogato con i familiari, confermando i loro dubbi. È intervenuta infine l’autorità giudiziaria, disponendo una misura cautelare nei confronti del badante: per lui è vietato avvicinarsi alla casa dell’anziano, tra l’altro invalido. Al badante è stato inoltre contestato di avere somministrato al suo assistito dosi massicce di sedativi.

Nello stesso periodo sono state sottoposte a misure cautelari anche altre tre persone di origini straniere, che vivono a Fano e sono accusate di violenze di genere anche alla presenza dei figli. I reati contestati variano a seconda degli episodi e hanno alla base i maltrattamenti, che in un paio di casi sarebbero sfociati nella violenza sessuale: secondo l’accusa sarebbero stati imposti rapporti contro la volontà delle donne. Gli accertamenti della polizia avrebbero inoltre evidenziato relazioni familiari fatte di prepotenza, aggressività, privazione e sottomissione ai danni delle compagne. In un caso l’autorità giudiziaria ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari nell’abitazione di un parente, per un altro la custodia cautelare in carcere e per un altro ancora l’allontanamento dalla famiglia, con divieto di avvicinarsi alla donna e ai minori coinvolti. Le indagini sono state coordinate dalla Procura del Tribunale a Pesaro e dirette dal vice questore Stefano Seretti, in tutti e quattro gli episodi è stato attivato il cosiddetto codice rosso.

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