Natale Patrizi ha un’attenzione particolare per l’Africa e per i missionari ai quali riversa gli introiti delle sue mostre. E’ rimasto molto impressionato «quando ho letto sui giornali una notizia che mi ha sconvolto: “Milioni di persone in pericolo per i raccolti devastati; si parla di emergenza totale in Somalia, Kenya, Etiopia Tanzania e di 200 miliardi di cavallette del deserto divoratrici. Il loro impressionante numero sembra destinato a crescere». Dopo averci pensato per qualche giorno «ho disegnato il prototipo di una macchina speciale per catturare le locuste che stanno affamando l’Africa – spiega mentre si ferma per un attimo alle prese con pennelli a cavalletto intento a riprodurre la Cittadella di Fossombrone». La macchina ideata da Patrizi «non è altro che una specie di mietitrebbia, somigliante a una gigantesca cavalletta per agevolare il mimetismo. Per adescare le locuste non vengono utilizzati insetticidi che non le renderebbero più commestibili. La macchina avanza, colpisce i coleottori separandone le lunghe ali e le lunghe gambe posteriori seghettate da buttare, conservando però il corpo commestibile da far convogliare in cisterne apposite. Si tratta di una macchina, almeno come io l’ho pensata, senza per questo avere la pretesa di dare suggerimenti tecnici per realizzarla, in grado anche di lavorare la terra e provvedere eventualmente anche alla trebbiatura». La cattura, suggerisce l’artista, «va fatta al mattino quando le locuste sono più lente a muoversi e quindi più facili da catturare». Nel disegno del “progetto” «in primo piano ho messo il nero «della grande nuvola densa di coleottori alati che a mani nude, un uomo che si vede a mala pena cerca disperatamente di allontanare. Ho cercato in qualche modo, di far subito conoscenza delle abitudini di questo insetto. In Cina e in Africa sono considerati prelibatezze per il palato. Sono venuto a conoscenza che in Messico sono una pietanza tradizionale e che nello stato di Oaxaca esiste un ricco ricettario per pranzo, cena , dessert con tanto di cavallette per soddisfare clienti in qualsiasi momento; dicono che siano ricche di proteine, ottime soprattutto fritte un po’ come da noi gli scampi di mare e calamaretti dell’Adriatico. Questo per far capire che la loro cattura oltre che eliminare la piaga della distruzione dei raccolti può diventare addirittura una sorta di investimento economico». Le locuste «non sopportano i colori accesi utili per allontanarle dalle piantagioni, un pò come facevano i nostri contadini con gli spaventapasseri che infilzavano sul terreno per salvare i raccolti».



![Disegno Agrà [44700]](https://www.nonsoloflaminia.it/wp-content/uploads/2020/03/Disegno-Agrà-44700-696x974.jpg)

















