Sono 132 i casi positivi su 735 campioni complessivamente testati per una percentuale pari al 17,9%: questo in data 2 aprile. Per il nono giorno di fila (eccetto il 28 marzo) le statistiche sono sotto il 25%. Ma soprattutto per la prima volta, lo ribadiamo per la prima volta, dopo 22 giorni, il rapporto tra numero dei positivi con i test effettuati scende, seppur di un soffio, sotto il 18%. Il 26 marzo la percentuale era del 18,9. Alimentiamo questo cauto ottimismo con un’altra notizia sulla quale abbiamo battuto il tasto con frequenza negli ultimi giorni. La Regione Marche ha deciso, dopo incessanti richieste, di estendere a tappeto le indagini immunologiche al personale sanitario (tra tamponi e test sierologici). Si parte la prossima settimana da quel che è dato sapere: insomma un passo concreto per proteggere dal rischio di contagio chi lavora in prima fila nel mezzo di una caotica e luttuosa situazione. Un confronto con i dati più recenti: il 31 marzo su 572 analizzati, 137 erano risultati positivi, il 23,9%. Il primo aprile ci attestavamo al 21%. I dati peggiori restano quelli a cavallo dei giorni 12, 13 e 14 marzo (punte oltre il 60%). In generale i dati dei contagi nelle Marche sono ora 4.230 su 13.678 campioni complessivamente testati, pari al 30,9%. Ovviamente anche questo dato tende a migliorare. Ciò non cancella l’alto numero di decessi, purtroppo la sola città di Pesaro ha dati spaventosi, terza in Italia per percentuale di aumento della mortalità rispetto allo stesso periodo nel 2019.
Prezzo da pagare salatissimo come purtroppo era intuibile ormai da qualche settimana. Prendiamo la parte meno violenta di questa emergenza in atto e soprattutto la conferma delle dichiarazioni degli esperti in materia che ribadiscono il concetto seguente: alla luce dell’andamento della linea statistica, il numero tra contagi e test effettuati potrebbe ridursi all’8/10% in prossimità della Pasqua. Anche se il condizionale è d’obbligo. Ma noi ci speriamo.






















