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Il divario digitale diventa ancor più penalizzante in tempo di contagio. Trenta studenti sui 1.200 iscritti al Polo 3 di Fano non hanno le tecnologie adeguate alle lezioni on line, attivate subito dopo la chiusura precauzionale delle scuole, e di conseguenza l’istituto di istruzione superiore ha deciso di risolvere il problema con le proprie forze, acquistando dispositivi elettronici che hanno la funzionalità sia del tablet sia del computer portatile. Stamane il Polo 3 ne ha ricevuti 30, quanti sono i giovani che ne hanno bisogno, e presto saranno distribuiti dai gruppi del volontariato fanese anche agli studenti fuori sede. «Tutto questo è possibile grazie alla rete territoriale che fa capo al Comune di Fano», ha detto ieri la dirigente del Polo 3, Eleonora Augello. Il problema successivo: la connettività. È fuori dalla portata risolutiva diretta della scuola, che però sta sostenendo una campagna per l’adozione digitale. «Invitiamo tutti i cittadini – prosegue Augello – a mettere il loro wi-fi a disposizione degli studenti che vivano nelle vicinanze, come noi abbiamo aperto il nostro a giovani iscritti anche ad altri istituti. Impostando la didattica a distanza, il primo pensiero è stato di accertare quanti studenti avessero accesso soddisfacente alle tecnologie dell’informazione e si è appurato che diversi tra i nostri ragazzi dispongono di cellulari o computer datati». L’istituto fanese di istruzione superiore si è dunque attivato per trovare risorse adeguate all’interno del proprio bilancio, individuandone nei risparmi dell’attività didattica che nel frattempo è stata sospesa a causa della chiusura precauzionale. «Non è stato un lavoro semplice – ha concluso Augello – Il governo ha stanziato finanziamenti per iniziative come la nostra e anche se non coprono per intero i costi, sono comunque una bella boccata d’ossigeno. La scuola si trova oggi ad affrontare problemi inediti, mai visti prima, ma di fronte a questo ignoto noi continuiamo ad andare avanti». Ieri mattina il sindaco Massimo Seri ha confermato con soddisfazione la disponibilità del volontariato ad effettuare le consegne.

Nella foto un’aula informatica

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