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 Carenza di una visione strategica orientata a potenziare un sistema sanitario pubblico già sottodimensionato, ricorso al privato senza che si dimostri l’assenza di alternative, assistenza territoriale carente per le cure a domicilio, per gli screening, per i dispositivi di sicurezza individuali in particolare ai sanitari, carenza di personale: sono alcune delle preoccupazioni del Forum provinciale per i Beni comuni sulla gestione dell’emergenza Covid19, per la quale indica 5 proposte:
 
1) ASSISTENZA TERRITORIALE E PREVENZIONE: è indispensabile potenziare con urgenza l’assistenza territoriale per prevenire i contagi monitorando i contagiati e gli immuni, per calcolare l’effettivo tasso di letalità, e sopratutto per offrire terapie domiciliari tempestive utili a ridurre l’evoluzione della malattia e il numero di ricoveri.
2) LA TERAPIA INTENSIVA: dopo i risultati poco incoraggianti alla Fiera di Milano, e alla luce dei ritardi e dell’andamento dei contagi nelle Marche,  invece di realizzare 100 posti letto temporanei di terapia intensiva alla Fiera di Civitanova si dovrebbe valutare rapidamente la possibilità di incrementare gradualmente i posti letto di terapia intensiva negli ospedali esistenticome in alcuni casi è stato già fatto,  distribuendoli opportunamente tra presidi programmati come COVID e NO COVID.  A tale scopo si potrebbero utilizzare le U nità di terapia Intensiva cardiologica,  le sale operatorie, le sale di endoscopia e tutti gli spazi in cui è possibile l’accesso ad ossigeno ed aria compressa per l’installazione dei ventilatori, reperibili negli ospedali di Fano, Pesaro, Urbino, Ancona, Senigallia, Jesi, Fabriano, Camerino, Civitanova, Macerata, Fermo, San Benedetto e Ascoli.
3) IL PERSONALE SANITARIO: occorre utilizzare al massimo le risorse previste per l’emergenza in tema di reclutamento di personale sanitario straordinario e provvedere ad un incremento non solo temporaneo del piano occupazionale.
4) IL RICORSO AL PRIVATO: a marzo sono già stati approvati diversi accordi con le strutture private convenzionate per centinaia di posti letto Covid e No Covid. Invece di ricorrere al privato con accordi temporanei si dovrebbe ripristinare almeno una parte delle centinaia di posti letto tagliati recentemente alla rete ospedaliera pubblica rendendoli disponibili anche per il futuro, come ad esempio i 120 disponibili a Pergola, struttura divisa in 3 ali e con possibilità di percorsi no covid e covid sicuri, oppure quelli dell’ospedale di San Severino. 
5) LE RISORSE: a  marzo sono stati assegnati prima 1 milione di euro  di risorse straordinarie per l’emergenza sanitaria (350mila euro a Marche nord, 300mila ad Ancona, 200mila ad Asur, 100mila ad Inrca e 50mila all’Università politecnica Marche) e poi una  ulteriore somma di 5,5 milioni di euro (3 milioni ad Asur, 800mila a Marche nord, 800mila ad Ancona, 400mila ad Inrca e 500mila per ulteriore materiale sanitario), Di queste risorse 2 milioni sono per accordi con il p rivato accreditatoUna sproporzione per noi inaccettabile ma siccome leggiamo che vi sarebbero ulteriori risorse straordinarie destinate al sistema pubblico chiediamo a quanto ammontano e come verranno utilizzate.

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