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Madonna di Foligno, Pinacoteca Vaticana, Roma

500 anni fa moriva a Roma Raffaello Sanzio, nato ad Urbino ed uno dei più grandi pittori della storia, non solo italiana. Oggi che purtroppo altri problemi ci assillano, ricordare questa data ha forse ancor più valore, perché ci dà la possibilità di pensare per un attimo a quella bellezza che prima o poi torneremo a contemplare di persona. Luigi Bravi, presidente dell’Accademia Raffaello, ha tenuto un discorso per celebrare il pittore e lo ricorda così: “Un giovane gentile che ha inseguito senza sosta il meglio per le proprie inclinazioni, ponendosi a confronto, mettendosi alla scuola dei migliori e costruendo intorno a sé una folta scuola coi più validi collaboratori preparando in vita la fortuna della propria arte, come un abile comunicatore sa fare”. Un abile comunicatore, un pittore gentile e un artista sublime.

Ne abbiamo parlato con Bonita Cleri, docente di Storia dell’Arte moderna e storia dell’arte marchigiana all’Università di Urbino.

Madonna Sistina, Gemaeldegalerie, Dresda

Raffaello moriva 500 anni fa a soli 37 anni. In cosa consiste la sua grandezza? Ovvero, perché dobbiamo considerarlo un maestro rinascimentale?

“Raffaello, secondo la storiografia, nasce e muore nel giorno di venerdì santo; si disse che fosse morto di “mal d’amore”, cioè di strapazzi amorosi dato che era giovane, bello e aggraziato ma in realtà morì dopo giorni di violenta febbre, probabilmente di polmonite. E’ stato un grandissimo disegnatore, il che vuol dire, non solo che era dotato di una grande manualità ma anche di una rara genialità nel comporre le scene. Le sue opere ci danno un senso di grazia ed equilibrio, ma derivano da uno studio profondo e accurato”.

Raffaello può essere considerato un artista “moderno”?

“Raffaello è l’espressione più alta del suo tempo, soprattutto per quanto riguarda la capacità di relazionarsi con l’opera dei contemporanei e la passione per l’arte l’antica, tanto che papa Leone X lo nominò responsabile degli scavi archeologici. Se si vuole trovare un aspetto di modernità forse lo si può nella lettera che lui indirizza a papa Leone X, in cui descrive i monumenti antichi, giudicando barbari coloro che non li avevano saputi conservare: un giudizio che certamente potremmo esprimere anche oggi”.

San Giorgio e il Drago, Louvre, Parigi

Raffaello si trovò ad operare in un’epoca accanto ad artisti come Leonardo (anche se di 31 anni più anziano) e Michelangelo. Come fece a trovare il suo posto accanto a questi titani rinascimentali? “Trovò un posto adeguato dimostrandosi lui stesso un gigante. È certo che trasse insegnamenti dalle opere di entrambi: Leonardo e Michelangelo sono gli artisti ai quali guarda quando nel 1504 si reca a Firenze, dato che entrambi avevano ricevuto l’incarico di dipingere una sala di Palazzo Vecchio. Ma Raffaello percorse sempre una sua originale strada artistica. Incrocerà in particolare Michelangelo anche a Roma ma, per quanto questi lo faccia maturare attraverso la conoscenza delle sue opere, i rapporti tra i due non furono certo pacifici, per quanto ne possiamo sapere”.

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Sposalizio della Vergine, Pinacoteca di Brera, Milano

In che cosa il suo carattere riflette il genius loci urbinate? 

“Urbino ha significato molto per Raffaello, prima di tutto attraverso l’arte del padre Giovanni Santi, pittore, poeta e scenografo, poi attraverso la corte e la cultura voluta da Federico da Montefeltro. Fondamentale è stata la figura di Donato Bramante che lo ha introdotto al lavoro nel Palazzo del Vaticano: Raffaello era un giovane di enorme talento sul quale i mecenati di allora “investirono” a ben vedere.  Un “investimento” di grande successo, come ci è dato vedere dall’opera dell’artista e dalle famose Stanze dipinte in Vaticano”.

La Scuola di Atene, Stanze Vaticane

Ricordiamo che la mostra “Raffaello 1520-1483” alle Scuderie del Quirinale,  la più grande mai organizzata, è ora visitabile da casa: Raffaello alle Scuderie del Quirinale. Ben 204 opere prestate dalle più importanti collezioni di tutto il mondo, di cui 120 di Raffaello tra dipinti e disegni. Vogliamo sperare di poterla presto visitare di persona e lasciarci alle spalle queste settimane così cupe. Intanto, approfittiamone per riempire di bellezza almeno un po’ di questo tempo attuale, così vuoto per troppi di noi.

 

 

 

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