Un fatto grave e inquietante quello successo a Cagli. Sabato scorso è stato trovato un capriolo morto all’interno del giardino dell’asilo nido comunale, a due passi dal centro storico e dal parcheggio di porta massara e a pochi metri dalla caserma dei carabinieri.

La carcassa dell’animale, dopo che alcune persone l’avevano segnalata la mattina presto, è stata recuperata dal personale CRAS Marche (centro recupero animali selvatici), il quale si è subito reso conto che il povero animale presentava una ferita da arma da fuoco sul collo, con fori di entrata ed uscita in entrambe le parti. L’esame autoptico ha evidenziato che il foro era compatibile con un proiettile di calibro 22, generalmente usato anche per le carabine di precisione a lunga gittata.
Chi ha sparato all’animale potrebbe averlo fatto anche da una distanza notevole (alcune centinaia di metri). Si tratta di carabine utilizzate per la caccia che hanno una gittata di tiro di svariati chilometri (si può colpire con precisione anche oltre i 3 km).
La persona che ha sparato lo ha fatto in un periodo in cui la caccia è chiusa e violando la normativa vigente per il contenimento del covid-19, approfittando della chiusura dell’asilo e della mancanza della gente per le strade di Cagli.
I carabinieri forestali stanno indagando per ricostruire l’accaduto. L’ipotesi più accreditabile è che l’animale sia stato ferito con uno sparo da qualche bracconiere nei boschi del monte Petrano e poi abbia raggiunto, ferito, il giardino dell’asilo nido. Ma non son da escludere neanche le altre ipotesi, come quella che l’animale sia stato colpito con l’arma da fuoco direttamente nel giardino in questione, a pochi metri dal centro storico.
La LAC Marche (lega abolizione caccia) si costituirà parte civile in un eventuale processo.






















