Due cooperanti di L’Africa Chiama sono rimasti in Tanzania per rendersi utili ai bambini più fragili in un Paese in allarme per l’inizio del contagio da Covid-19. Drammatica la loro testimonianza. L’associazione fanese ha lanciato un appello nella giornata di ieri, chiedendo aiuti economici per mantenere in essere attività solidali ripensate in funzione dell’emergenza sanitaria, che come si sa per esperienza diretta muove il suo primo passo chiudendo le scuole. Aule vuote fino al 20 aprile. «Dal 2001 – scrive L’Africa Chiama – garantiamo cibo, salute e istruzione a bambini in grave difficoltà in Kenya, Tanzania e Zambia. 21.000 bambini contano su di noi, non possiamo abbandonarli proprio ora». In Tanzania il primo caso di contagio da Covid-19 risale al 16 marzo e adesso «la tensione è palpabile», affermano i due cooperanti, la siciliana Alessia La Rosa e il marchigiano Paolo Brasili. Spiegano che in questo momento oltre 40 milioni di abitanti possono contare su «500 tamponi e 120 posti in terapia intensiva, distribuiti principalmente nella capitale e in poche altre città». «Non sappiamo – proseguono – quando e se il virus esploderà come in Europa, ad ora siamo a 24 contagiati ufficiali e un decesso; quello che sappiamo è che la Tanzania non può permettersi una crisi sanitaria come quella italiana. Inoltre c’è la vita, la quotidianità e le routine che ogni singolo abitante di questo Paese deve compiere quotidianamente per potersi permettere un po’ di polenta e qualche verdura». Il lockdown, una misura emergenziale come il confinamento, provocherebbe «danni collaterali altrettanto gravi». La conclusione dei due cooperanti è che «i più a rischio sono loro, i bambini disabili e malnutriti: proprio per la loro salute già precaria, il virus potrebbe portarli a esiti nefasti. Noi ci siamo e andiamo avanti come sempre, questa volta raddoppiando le razioni di cibo ai bambini malnutriti e puntando a visite domiciliari mirate per i bambini disabili. L’attività di prevenzione proseguirà a tappeto assieme alla distribuzione di mascherine e guanti». Donando 30 euro, si permette di acquistare i dispositivi di protezione individuale per un operatore; 15 euro il pacco alimentare pe un bambino gravemente malnutrito. Ecco come donare: bonifico bancario Iban IT84P0851924303000000026897; bollettino postale sul conto numero 27408053; carta di credito con PayPal (telefono 335/258290). Causale: prevenzione coronavirus.
Nella foto il fondatore di l’Africa Chiama, Italo Nannini, in un’immagine di repertorio






















