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Il Gores ha comunicato nell’aggiornamento di ieri sera che  sono decedute 21 persone. Sono stati 8 i decessi nel Pesarese. Le vittime sono: una 85enne di Fossombrone, un 87enne di Pergola, una 94enne, una 80enne, un 84enne, una 90enne di Pesaro, una 63enne di Mombaroccio e una 83enne di Fano. Le vittime salgono a 785, 492 sono maschi e 293 femmine. 430 sono della provincia di Pesaro-Urbino, 167 della provincia di Ancona, 112 della Provincia di Macerata, 59 della Provincia di Fermo e 10 di Ascoli Piceno. 7 sono provenienti da fuori regione. L’età media dei deceduti è di 79,9 anni. Il 94,4% con pregresse patologie. Tutte le vittime di ieri avevano pregresse patologie eccetto un caso di un residente ad Ancona di 73 anni.

Arrivando ai dati meno mortiferi, le buone nuove della giornata di ieri sono il calo della percentuale dei contagi, la decrescita dl numero dei ricoverati e i reparti di terapie intensive sempre meno affollati. Questo potrebbe essere da preludio alla cosiddetta fase due come si evince dalle parole del presidente della Regione Marche Luca Cerisicoli che ha firmato ieri mattina il decreto n. 99 del 16/04/2020 che contiene gli indirizzi, i chiarimenti e le disposizioni attuative nel territorio della Regione Marche, relativamente alle previsioni del DPCM 10 aprile 2020. “Questo decreto – afferma il presidente Luca Ceriscioli – contiene linee guida molto importanti, che ci consentono di rendere chiara la portata della norma. L’idea di fondo è quella di prepararci alla ripartenza. Per la prima volta, infatti, si concede la possibilità di una azione preparatoria e propedeutica alla riapertura alle aziende che non sono nell’elenco di quelle che possono immediatamente ripartire o nella loro filiera. Ringrazio le Prefetture, che sono attori fondamentali di questo processo e che hanno lavorato e collaborato con noi per la stesura di questo documento”.

Tutte le attività dovranno essere previamente comunicate al Prefetto e dovranno svolgersi nel pieno rispetto delle disposizioni attualmente in vigore in relazione all’emergenza epidemiologica in essere con particolare riguardo ai contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali. “E’ fondamentale – conclude il presidente – che in tutte le attività consentite siano osservate al massimo le condizioni di sicurezza sanitaria. E’ giusto ripartire, ma non mettendo a repentaglio i buoni risultati ottenuti. Abbiamo aperto la giornata di ieri con una notizia molto buona sui tamponi: solo 77 su più di mille esaminati sono risultati positivi alle analisi di laboratorio. Questi risultati non devono essere vanificati. Tutti coloro che hanno l’opportunità di ripartire, o di prepararsi a farlo, devono dimostrare lo stesso senso di responsabilità che ci ha portato ai buoni risultati di oggi, per non mettere a repentaglio il presente e soprattutto per contrarre al massimo i tempi necessari per la ripresa futura”.

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