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La strage di Capaci, 28 anni fa. L’amministrazione fanese ne ricorderà domani le vittime, esponendo un lenzuolo bianco alla facciata del palazzo comunale e osservando un minuto di silenzio alle 17.57 in punto. In quel momento, il 23 maggio 1992, Cosa Nostra fece esplodere la bomba che uccise il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, e Antonino Montinaro. Il Comune di Fano aderisce dunque all’iniziativa dell’Anci, che vuole rendere omaggio a tutte le vittime della mafia. Nemmeno due mesi dopo la strage di Capaci, quella terribile stagione di sangue costò la vita a un altro magistrato protagonista del maxiprocesso a Palermo, Paolo Borsellino, e ai cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. «Nonostante l’emergenza sanitaria abbia cancellato tanti appuntamenti – afferma il sindaco di Fano, Massimo Seri – riteniamo che questa giornata simbolo meriti di non passare sotto silenzio e per questa ragione è stato accolto l’invito del presidente nazionale Anci, Antonio Decaro. Il Comune di Fano ricorderà con un minuto di raccoglimento le vittime di mafia, rendendo omaggio a chi ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, servendo lo Stato fino all’estremo sacrificio». Aggiunge l’assessore alla Legalità, Samuele Mascarin: «Invitiamo tutta la comunità fanese a ritrovarsi idealmente unita, alle 17.57, per ricordare insieme le vittime della strage di Capaci e ribadire l’impegno comune di istituzioni e cittadini nel contrasto alle mafie. Un momento simbolico, ma di forte valore civile e democratico, che risponde anche all’invito di Maria Falcone: dedicheremo la commemorazione a tutti coloro i quali in questi mesi si sono prodigati nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria». Attivista antimafia, Maria Falcone è sorella del magistrato assassinato nella strage di Capaci.

Nella foto in alto il sindaco Massimo Seri, sotto l’assessore Samuele Mascarin

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