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Riceviamo via email e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore di Fermignano

Gentile direttore, una personale riflessione dopo che, pare ci si stia portando a piccoli passi verso la normalità, pur con tutte le cautele del caso. Torno indietro di qualche settimana, nel bel (brutto) mezzo della pandemia rivolgendomi alle tante persone che via social hanno vestito i panni delle ronde da balcone, di giustiziere contro il passante di turno. Persone che dovevano forse sfogarsi sull’untore di turno. Poi l’altra faccia della medaglia, l’associazionismo, la Protezione civile: tutti che si sono messi in gioco per aiutare gli altri (spesa, sostegno agli anziani e tanto altro). Dovuta premessa per introdurre la terza componente, quello dell’assistente civico. Un’idea che a parer mio va coltivata coinvolgendo i giovani per qualche ore della settimana. Idea che va condivisa dalle amministrazioni comunali. Un’occasione per dare ai giovani, a coloro che ne hanno voglia, di dedicarsi al prossimo. Non parliamo di ronde né di servizio civile, ma di una opportunità appunto per dedicarsi agli altri. Un impegno per attività sociali, per collaborare al rispetto del distanziamento sociale, nei parchi, nelle spiagge, nelle piazze e nei locali. Un aiuto alla parte più fragile della popolazione. Con queste premesse ritengo, che l’ideazione di tale figura sia una buona cosa.

(lettera siglata)

 

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