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“Troppa grazia”, verrebbe da dire a commento della proposta di arretrare la ferrovia adriatica e realizzare al suo posto una lunghissima pista ciclabile. Infatti, questa pista ciclabile è già in parte esistente, in costruzione o in progetto dal Veneto alla Puglia; per esempio, in Abruzzo è una realtà la Ciclabile dei trabocchi che utilizza il sedime abbandonato della ferrovia arretrata più a monte; esiste anche la Pesaro Fano che a breve raggiungerà Senigallia e via via il resto della regione; si tratta della ciclovia nazionale “Bicitalia n. 6” (della quale le Marche sono anche capofila), che rientra in un progetto complessivo elaborato dalla FIAB e recepito dalla l.n. 2/2018. L’idea di arretrare la ferrovia non è nuova; se ne parla da tempo anche per i problemi causati da un’infrastruttura che attraversa centri densamente popolati o problematici come la zona industriale di Falconara. Non bisogna infatti dimenticare che le attuali norme di sicurezza, evidentemente non applicabili a buona parte di un’infrastruttura realizzata in un’altra epoca e in un contesto molto meno urbanizzato, impediscono che i convogli commerciali passino a raso all’interno dei centri abitati; motivo questo, tra i tanti, che impedisce il ripristino per il trasporto pubblico di ferrovie dismesse come la Fano Urbino. Una cosa buona però questa proposta l’ha fatta: riportare l’attenzione sulla ferrovia adriatica che merita di essere migliorata sotto vari aspetti, in particolare per quanto riguarda l’intermodalità con la bicicletta; è vero che i nuovi treni sono dotati di portabici (pochi) ma servono soprattutto bicistazioni come quelle realizzate altrove, Verona ad esempio, o Rimini; sarebbe un bel risultato, questo sì concreto e non ipotetico, averle alla fermata di ogni città costiera; il miglioramento ricadrebbe su tutta la rete ciclabile progettata dalla Regione Marche per favorire la circolazione quotidiana, la qualità dell’ambiente e il turismo; e non è un caso la presenza sui media nazionali di un campione dello sport che pubblicizza le potenzialità cicloturistiche della nostra regione. Spazi attrezzati in cui parcheggiare le biciclette protette da furti e intemperie renderebbero più appetibili gli stessi treni; quindi, meglio bicistazioni oggi che avveniristiche linee ferrate (forse) domani.

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