Sara Tomassini
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Sara Tomassini

TERRE ROVERESCHE La chiave per promuovere il territorio, compresi turismo e culturale, si chiama distretto biologico. Può contare anche su sostanziosi contributi europei. «Il mio è un appello rivolto a tutti i sindaci perché sostengano la costituzione del distretto biologico» spiega Sara Tomassini presidente di Marche ANABIO associazione nata come strumento operativo della CIA «per rappresentare le esigenze di quegli agricoltori che si dedicano o si dedicheranno all’agricoltura ed agli allevamenti biologici». I Comuni convolti sono Terre Roveresche, Colli al Metauro, San Costanzo, Monteporzio, Fratte Rosa, S. Lorenzo in Campo, Sant’Ippolito, Monteciccardo, Mombaroccio, Isola del Piano, Montefelcino, Fossombrone, Pergola, Serra Sant’Abbondio, Frontone, Cagli, Acqualagna, Fermignano, Urbino oltra a GAL Montefeltro; Flaminia-Cesano e Provincia di Pesaro e Urbino. «I primi riscontri positivi per sostenere il progetto ci sono già stati a cominciare dal presidente della Provincia Giuseppe Paolini. Proprio ieri mattina il sindaco di Frontone Daniele Tagnani si è detto entusiasta della proposta e lunedì un incontro importante ci sarà a Pergola in quanto il Gal è chiamato a svolgere un ruolo prioritario in chiave europea. Il nostro intento è di sensibilizzare tutti quanti gli amministratori perché la posta in palio é di grande valenza». Il programma di ANABIO Marche post coronavirus anche in vista del Piano di sviluppo rurale focalizza obiettivi precisi. «Collaborare costantemente con le amministrazioni locali per promuovere il territorio, la biodiversità, la sostenibilità, il cibo, il valore nutrizionale dei prodotti biologici, l’educazione alimentare, le iniziative solidali e le ricette popolari; favorire la coesione e la partecipazione degli attori della filiera corta, come fulcro dello sviluppo locale, stimolando l’integrazione con l’artigianato e gli agriturismi». Un percorso a vasto respiro che richiede una vasta sinergia territoriale «perché solo così è possibile incrementare la redditività complessiva del territorio; avviare un percorso di sensibilizzazione e di comunicazione; valorizzare e sostenere la produzione, la commercializzazione, la distribuzione e la promozione dei prodotti biologici». Le caratteristiche per costituire il distretto biologico «ci sono tutte in termini di superficie tutelata; beni paesaggistici; aree agricole ad elevato

valore naturale e la biodiversità agricola non da meno le aree protette e i siti censiti ai sensi della direttiva 43/1992/CEE “direttiva Habitat” e facenti parte della Rete Natura 2000».

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Il distretto biologico è uno strumento innovativo di organizzazione territoriale. Una prospettiva da cogliere senza ripensamenti.

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