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Strumenti di consultazione e programmazione che vanno ad integrare la legge regionale sulla gestione dei corsi d’acqua. Agli obiettivi della ordinaria e straordinaria manutenzione si aggiungono quelli della tutela e dello sviluppo degli ambienti fluviali e delle aree circostanti. Ruolo di regia affidato alla Regione in sede di Tavolo tecnico per garantire scelte omogenee e condivise

I contratti di fiume al centro della strategia regionale di gestione dei corsi d’acqua in una visione nuova e ampliata degli obiettivi da perseguire. Non più soltanto la ordinaria e straordinaria manutenzione, ma, attraverso una governance partecipata, la programmazione e lo sviluppo degli ambienti fluviali marchigiani, la mitigazione del rischio idrogeologico, la conservazione dell’ecosistema naturale, la salvaguardia delle biodiversità, il miglioramento e la valorizzazione delle aree circostanti. Queste sono le principali novità contenute nella proposta di legge di modifica della normativa regionale del 2012 sulla gestione dei corsi d’acqua, approvata a larga maggioranza dalla Commissione Ambiente, con le astensioni dei consiglieri della Lega, Sandro Zaffiri e Luigi Zura Puntaroni. La legge, primo firmatario il consigliere Enzo Giancarli (Pd), successivamente sottoscritta dal Presidente della Commissione Andrea Biancani (Pd) e dai consiglieri Sandro Bisonni (Verdi), Francesco Giacinti (Pd), Peppino Giorgini (M5S), Francesco Micucci (Pd) e Boris Rapa (Uniti per le Marche), ora andrà al Cal e al Crel, per poi arrivare in Aula per il via libera definitivo. Le modifiche integrative contenute nella proposta di legge riguardano anzitutto il riconoscimento dei contratti di fiume quale “luogo” della partecipazione, della consultazione e delle analisi conoscitive e, pertanto, quale strumento normativo utile al perseguimento degli obiettivi previsti.

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I contratti di fiume vennero introdotti per la prima volta nel 2016, all’atto di approvazione del Codice nazionale dell’Ambiente, quale strumento innovativo per la gestione integrata degli ambienti fviali. Questa proposta di legge regionale recepisce quella indicazione e conferma il ruolo centrale dei contratti di fiume, di cui fanno parte associazioni ambientaliste, stakeholders e Comuni, riuniti in un Tavolo tecnico costituito e coordinato dalla Regione. Attualmente nelle Marche sono stati avviati 11 contratti di fiume (quattro quelli in fase avanzata, Foglia, Esino, Misa Nevola e Musone) che rappresentano quasi il 40% del territorio regionale. Soddisfazione da parte del relatore di maggioranza e primo firmatario della proposta di legge, Enzo Giancarli per “una legge che riconosce il valore ambientale e dell’ecosistema del fiume”. “Il provvedimento – rileva Giancarli – dà forza ai contratti di fiume quale strumento di partecipazione e di concertazione nella costruzione democratica delle scelte per la messa in sicurezza e la manutenzione dei fiumi, ma anche come momento di ricchezza e valorizzazione sociale, ambientale, storico-culturale e del territorio”. “Non si poteva non votare favorevolmente questa legge che va finalmente a normare ciò che è una grande risorsa ambientale, sociale, turistica, vale a dire i nostri corpi idrici – afferma il relatore di minoranza, Peppino Giorgini – Questa legge è un valido strumento per perseguire l’obiettivo del buono stato dei corpi idrici, attraverso la mitigazione degli effetti delle inondazioni e la lotta ai rischi idrogeologici. Unico rammarico, il mancato inserimento di un mio emendamento teso a recepire gli indirizzi dettati dalla REM (Rete Ecologica Marche)”.

da Consiglio regionale Marche - L.B.

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