Cinque in manette, quattro albanesi e il tecnico del palcoscenico del Teatro della Fortuna di Fano, un 45enne fanese che nascondeva la droga laddove lavorava. Operazione brillante condotta dei carabinieri di Fano che hanno arrestato la banda di albanesi che riforniva di cocaina Fano e non solo. Ma andiamo a ricostruire quello che è accaduto. Tutto è partito un anno fa. I carabinieri di Terre Roveresche recuperavano addosso ad un consumatore a San Giorgio di Pesaro varie dosi di cocaina. Da quel momento lo stesso forniva le prime informazioni utili che hanno portato ai risultati di oggi, ovvero a risalire a un sessantenne a capo di una banda dedita allo spaccio. Lui è un albanese, ormai da 20 anni in Italia, B. B. detto Bull, incensurato ora recluso a Villa Fastiggi assieme al tecnico del teatro. Si riforniva di droga dal nipote 30enne, operaio residente a Matelica, anche se le consegne erano affidate a un altro nipote di appena 21 anni (già agli arresti domiciliari in Toscana a seguito di arresto, sempre per spaccio) che era solito spostarsi con una Fiat Punto rossa. Poi subentrava il tecnico del palcoscenico del Teatro della Fortuna a cui veniva consegnata la droga affinché le custodisse in un armadietto e la spacciasse. Il ricavato dello spaccio finiva nelle mani di un altro 60enne albanese, artigiano edile incensurato. Nella casa di quest’ultimo, i carabinieri hanno trovato 8mila euro in contanti, riconducibili alle attività di spaccio. Ma le indagini degli uomini dell’Arma hanno stoppato la criminale organizzazione.





















