Gli ex sindaci di Fano dicono no alla variante Gimarra. Completare la strada interquartieri, per farne un nuovo collegamento con Pesaro, sarebbe «una scelta tragica, sbagliata e troppo costosa», specifica una lettera aperta di otto ex amministratori comunali, che chiedono alla giunta fanese e all’attuale maggioranza di abbandonare il progetto: «Fermatevi». Un intervento che, come si dice in questi casi, ha gettato altra benzina su un dibattito già incandescente. Lo hanno firmato, ieri a 24 ore dal dibattito sulla viabilità previsto oggi in consiglio comunale, gli ex sindaci Enzo Cicetti, Franco Trappoli, Francesco Baldarelli e Cesare Carnaroli, insieme con gli ex assessori Dino Zacchilli, Marco Paolini, Giuseppe Franchini e Tiziano Busca. Ma ecco gran parte del testo sulla variante Gimarra, rivolto a giunta e maggioranza: «Una scelta tragica, perché andate a sfregiare pesantemente e irrimediabilmente un territorio e un ambiente di grande pregio paesaggistico, ma anche molto complesso e delicato dal punto di vista idrogeologico, finora preservato con cura da tutte le precedenti amministrazioni. Tragica anche per la stessa Gimarra, che diventerà così un’isola circondata da un torrente e due strade di scorrimento». Proseguono gli ex sindaci e gli ex assessori: «Una scelta sbagliata, perché contraddice l’obiettivo fondamentale di realizzare una vera variante alla statale 16 e sarà la pietra tombale su ogni futura ipotesi di variante alla statale 16 da condividere e cogestire con Pesaro. Una scelta sbagliata, inoltre, perché non ha senso spendere 20 milioni per evitare due semafori e ritrovarsi, poco più avanti, sulla stessa, unica, strada. Ha senso invece spenderli per fare un passo verso Belgatto, verso il nuovo casellino di Fenile e la futura strada complanare, con l’obiettivo di portare il traffico non sull’attuale statale, a due passi dal mare, ma su un asse interno. Una scelta troppo costosa, infine, perché è a tutti evidente che quel tracciato, con un ponte e due gallerie, con le opere stradali e quelle, importanti, necessarie per la regimazione idraulica del territorio, gli espropri e altro ancora richiede molto più di 20 milioni, sufficienti a coprire forse i due terzi dei costi dell’opera, obbligando così il Comune a cofinanziarla e a bloccare per anni il proprio bilancio. Siete consapevoli dell’impegno finanziario diretto che assume il Comune? Vi chiediamo di riflettere sul valore della vostra funzione e sulle conseguenze della vostra decisione. Evitate alla città questo scempio. Siamo certi che la gran parte dei consiglieri non sia affatto convinta di questa scelta. E nemmeno il sindaco. È Ferragosto. Regalate alla città un bel gesto di coraggio. Dite no. E buone vacanze».






















