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“Sono dispiaciuta per questa rottura delle trattative, che non tiene assolutamente conto del periodo difficilissimo che stiamo attraversando a causa della pandemia e che arriva in un momento in cui lavoratori e imprenditori, soprattutto del settore dell’arredamento, uno dei più penalizzati dal blocco imposto dal ‘Covid-19’, dovrebbero unire le forze per spingere le aziende a uscire dalla crisi. La sensazione che sto maturando, purtroppo, è che non ci sia piena consapevolezza della situazione e si sia scatenata una corsa a ottenere tutto e subito”. Così Lorena Fulgini, presidente del Gruppo Arredo di Confindustria Marche Nord, dopo la rottura delle trattative con Federlegno-Arredo per il rinnovo del contratto di lavoro. “Le nostre aziende hanno dovuto fermare la produzione per due mesi, a vantaggio dei nostri competitor internazionali – ha aggiunto -, che hanno continuato ad operare sottraendoci quote di mercato che ora sarà difficile recuperare, in uno scenario in cui tutti i dati economici per l’Italia e per i paesi che rappresentano mercati storicamente importanti come USA e Germania, sono fortemente negativi”. Secondo Fulgini, “è illusorio pensare che esistano le condizioni per cui le aziende siano in grado di sopportare un aumento del costo del lavoro in una situazione di questo tipo, in un anno che sicuramente si chiuderà con forti perdite”. “Nessuna preclusione a garantire i lavoratori, che restano il patrimonio più importante delle imprese, ma ora è il momento di impegnarsi tutti verso il futuro, salvaguardando prima di tutto i posti di lavoro – ha concluso Fulgini -: non ci sarà domani se si continuerà con un atteggiamento integralista e poco attento a quanto sta accadendo intorno a noi: i dati economici sono molto negativi, i dati di Federlegno hanno registrato a giugno -23% sull’anno precedente ed è quindi necessario investire sulla solidità e competitività delle imprese, per favorire chi garantisce occupazione e chi si sforza di innovare per competere, non solo in Italia, ma a livello mondiale”.

“Il contratto del settore va chiuso rapidamente – ha confermato Mauro Papalini, presidente della sede territoriale di Pesaro Urbino –  Confindustria Marche Nord –. Credo che mai come in questo momento siano necessari buon senso e reciproca capacità di ascolto, senza forzature e, soprattutto, evitando forme di protesta che vanno ad appesantire ulteriormente la stabilità delle imprese”. “Sono convinto” – ha concluso il presidente  Papalini –  “che il clima costruttivo  che da sempre ha contraddistinto le relazioni sindacali della nostra provincia possa essere una buona pratica da applicare anche a livello nazionale”.

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