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Lo chiamavano Trinità ha cinquant’anni, ma continua a divertire. La parodia italiana del genere western è un simpatico testimone che attraversa la generazioni e qualche sera addietro, nell’Arena Bcc a Fano, i bambini di una volta hanno potuto far rivivere ai loro figli e ai loro nipoti quei momenti di genuina spensieratezza trascorsi in sale fumose insieme con padri e nonni, mezzo secolo fa. Circa 130 persone hanno partecipato all’appuntamento con Il Cinema sotto le Stelle, organizzato da Massimiliano Giometti e Carmine Imparato, che prevedeva appunto la proiezione di Lo chiamavano Trinità. Una piccola sfilata, per premiare chi tra gli spettatori si fosse meglio calato nei panni dei due protagonisti Terence Hill e Bud Spencer, è quasi diventata uno di quegli incontri a tema dove si indossa il costume del proprio beniamino (i giapponesi li hanno definiti cosplay). Chi si è presentato con il cavallo vero e proprio; chi ha ricostruito il travois (una specie di treggia) su cui si stendeva Terence Hill. Ognuno ha fatto del proprio meglio per tornare, almeno per una serata, al 1970 di Lo chiamavano Trinità e a quel genere di film che aveva tra i principali ingredienti le ciotole di fagioli mangiate a quattro palmenti, gli sganassoni a due a due fino a quando non diventavano dispari e i cattivi lanciati fuori dai saloon attraverso le tipiche porte a spinta. Ai vincitori della sfilata: prosciutti, fagioli in scatola e padelle.

Nelle foto la serata all’Arena Bcc

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