
Molta partecipazione mercoledì sera a Cagli per la presentazione della candidatura di Francesco Baldelli all’assemblea legislativa delle Marche. Si è parlato prevalentemente dei tagli alla sanità subiti dal nostro territorio nel corso degli anni. Ospite d’eccezione Pierluigi Biondi (appartenente a Fratelli d’Italia), dal 2017 sindaco dell’Aquila. Il coordinatore del gruppo cagliese di Fratelli d’Italia Donato Romiti (ex vicesindaco di Cagli nel primo mandato dell’amministrazione Alessandri) ha aperto i lavori per poi lasciare la parola all’ex primario dell’ospedale di Cagli, il dottor Di Priolo, per una breve introduzione. “Ci troviamo di fronte ad una situazione veramente storica dopo tanti anni che la sinistra l’ha fatta sempre da padrona e la gente addirittura ha paura di farsi vedere che parla con noi. I danni commessi sono stati innumerevoli. È ora di mettere definitivamente da parte il campanilismo fra i comuni delle aree interne, facendo così il gioco della sinistra. Bisogna votare la persona che ci da affidabilità e le idee che rappresenta. Sotto l’aspetto della coerenza Francesco Baldelli è inattaccabile. Una persona onesta e competente che si è sempre battuta per la sanità e gli ospedali del nostro territorio”.

Molto significativo l’intervento del sindaco dell’Aquila che ha portato anche la testimonianza di una città che è stata distrutta dal terremoto del 2009 ed ha saputo rialzarsi. “È un onore essere qua a Cagli, che mi ha permesso di scoprire un altro pezzo straordinario di questa meravigliosa Italia delle aree interne. Ricca di storie, tradizioni, identità e racconti. Allo stesso tempo posso confrontarmi con persone che vivono quotidianamente i miei stessi problemi. Provengo da una terra che benché abbia avuto una lunga tradizione democristiana alle spalle, di fatto la Città dell’Aquila è un po’ la ‘Bologna del centro-sud’. Una città comandata in maniera asfissiante dal potere del Pd. Rappresenta una faccia specifica del modo di amministrare che ha un certo tipo di sinistra deteriore (poi esiste anche una sinistra buona, di valori e di qualità), che è quello di scambiare l’appartenenza ad un’istituzione. Riflettendo bene, in questi anni, quando al governo della nazione c’erano maggioranze di centro-sinistra, abbiamo assistito progressivamente ad una disarticolazione dei livelli decisori dello Stato. Questa disarticolazione dello Stato ha riguardato i servizi a tutti i livelli e soprattutto i territori delle aree interne. Territori delle aree interne che da tempo hanno perso tre diritti fondamentali: il diritto alla mobilità, il diritto all’istruzione e il diritto alla sanità. Il tema della sanità è stato affrontato in maniera ideologica, con la cancellazione della medicina del territorio e di una sanità di prossimità, in cambio di una regola ragionieristica adottata per pareggiare i conti. Oggi c’è una larghissima fetta di cittadini che rinuncia a curarsi per questioni economiche o per distanza dal luogo in cui ci si cura. Le aree interne possono diventare la chiave di volta fra le grandi aree metropolitane e i piccolissimi paesi”.
Baldelli ha definito Pierluigi Biondi un po’ come un simbolo della ricostruzione. Visto che da sindaco (nel 2009 guidava il piccolo comune di Villa Sant’Angelo in Provincia dell’Aquila, prima di diventare primo cittadino del capoluogo abruzzese) ha dovuto occuparsi della ricostruzione materiale di quei luoghi colpiti dal terremoto. Sempre Baldelli ha fatto un parallelismo con il nostro territorio che invece “dovrà essere ricostruito dalle macerie socio-economiche, culturali e sanitarie causate dal centro-sinistra”. Baldelli prendendo la parola ha fatto un intervento molto deciso (senza usare mezzi termini) che ha ripercorso la spoliazione dei servizi sanitari subita dal territorio cagliese nel corso degli anni per poi chiudere con la spinosa questione del Pozzo del Burano 2.

“Cagli ha sottoscritto un accordo per entrare in un progetto pilota per le aree interne che prevede la sostituzione con servizi secondari di quelli che sono servizi primari (quelli essenziali per continuare a vivere in una comunità). Dobbiamo combattere contro i progetti delle aree interne che trasformano i nostri comuni come delle riserve indiane, dove sperimentare servizi secondari e assistere all’invecchiamento progressivo del territorio e a migliaia di giovani che fuggono altrove. Questa la grave responsabilità dei sindaci che l’hanno sottoscritta. In questa stessa sala dove ci troviamo ora, poco più di una settimana fa, vi è stata una candidata (della coalizione di centro-sinistra) che ha sostenuto che il progetto delle aree interne sottoscritto da alcuni sindaci sarà la salvezza per i nostri territori, quando in realtà sarà la morte. Come è stata la morte ‘la guerra fra poveri’ che i politici che si sono succeduti nel tempo hanno voluto fra i centri minori del nostro entroterra. Mentre ciò avveniva ci privavano di ogni servizio distraendoci in questa guerra. Questa cittadina ha avuto un presidente del Consiglio Regionale, Consiglieri Regionali ed ora pure un Direttore di Area Vasta, ma non abbiamo più la sanità e l’ospedale“.

Baldelli ha illustrato ai presenti l’Accordo di Partenariato 2014-2020 (trasmesso all’Unione Europea nel 2013 dal Governo Italiano), ovvero le linee guida dell’area interna, un documento che sancisce la chiusura degli ospedali dell’entroterra. “L’ospedale costa troppo, questo impone un consistente spostamento delle risorse dall’ospedale alle cure territoriali” si legge in un passaggio. Un documento che in un altro passaggio sancisce esplicitamente la chiusura dei piccoli ospedali. “Nelle ultime classifiche del Sole 24 Ore è certificato che la Regione Marche sotto i governi Spacca e Ceriscioli è la peggiore regione italiana non solo per tagli alla sanità ospedaliera ma anche per quella territoriale, riducendo drasticamente il numero dei medici di medicina generale e il numero delle guardie mediche” riporta Baldelli. ‘Diritti al Cambiamento’ è lo slogan che l’ex Sindaco di Pergola ha adottato per questa campagna elettorale nelle fila di Fratelli d’Italia. “Diritti che possono essere tutelati solamente a schiena diritta, senza sotterfugi, senza accordi sotto traccia, senza compravendita di voti e senza scambi”.






















