
FOSSOMBRONE La premessa é nota da mesi: la famiglia dello scultore forsempronese Fulvio Ligi, romano d’adozione, noto non solo in Italia per la sua attività, ha espresso la volontà di donare in memoria del proprio congiunto le sue opere e i locali per esporle al Comune di Fossombrone, paese natio che Ligi non ha mai dimenticato e nel quale tornava spesso soprattutto d’estate. «La mozione che abbiamo presentato in consiglio comunale e che sindaco e maggioranza hanno voluto rinviare alla prossima seduta, decisione a dir poco incomprensibile» spiega Elisa Cipriani «precisa che la proposta di donazione della famiglia Ligi risale a fine 2019. Due gli incontri che il sindaco ha avuto con la famiglia stessa a settembre e poi a dicembre del medesimo anno. Se tutto é rimasto stranamente lettera morta per l’amministrazione comunale non altrettanto é avvenuto da parte nostra. Una raccomandazione era stata presenta dal collega Michele Chiarabilli a luglio di quest’anno. Per invitare sindaco e amministrazione a dare una risposta urgente alla famiglia dello scultore ma tutto è rimasto lettera morta». Prosegue la Cipriani sottolineando che «ci sono alcune considerazioni da fare e non irrilevanti a cominciare dal fatto che lo scultore aveva espresso la generosa volontà di fare dono alla città di Fossombrone delle sue opere ed anche dei locali per contenerle; il museo Ligi rappresenta senza dubbio una ricchezza ulteriore alla proposta culturale e al patrimonio di Fossombrone; l’operazione può avvenire a costo zero per il Comune». Per quanto riguarda la richiesta della mozione «che l’amministrazione proceda nell’accoglimento della proposta di donazione, poiché va a favore dell’intera collettività forsempronese, e ne dia immediatamente comunicazione ufficiale alla famiglia procedendo poi con i relativi atti per l’acquisizione». Sollecitazioni dello stesso genere sono arrivate da più parti: critici d’arte, amici, estimatori e dagli stessi familiari, la moglie signora Anna Maria e il figlio prof. Gianluca antropologo dell’ università di Venezia. Questo per dire che la vicenda Ligi non è cosetta da natìo borgo selvaggio. Ma molto più. Viaggia su canali culturali privilegiati a livello nazionale e oltre. Un aspetto difficile da misconoscere o lasciare in sordina senza che ne vengano resi noti gli eventuali motivi, Caso mai ce ne fossero. Davvero si corre il rischio di qualcosa di molto più grave di una semplice figuraccia.






















