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Nuova lettera aperta, a un anno di distanza, di Renzo Savelli storico e scrittore, all’assessore ai LL.PP. di Fossombrone Pamela Ligi «per perorare la causa del restauro della settecentesca fontana di piazza Mazzini, la più antica della città, opera del famoso scalpellino santippolitese Giovanni Fabbri. In un incontro avuto con lei sono tornato a chiederle tale intervento poiché continuando a non operare aumenta il degrado e con esso i costi per il restauro. Ricordo che le suggerii di non inserire tale intervento in quello più complessivo, generale e costoso del rifacimento di via Roma, per la quale la vecchia giunta aveva stanziato la somma di 500mila euro, ma la cui realizzazione non era garantita prima della fine del quinquennio amministrativo. Da allora un anno è passato, ma tutto è rimasto tale e quale. La fontana continua ad essere silente, l’acqua non scorre più dalla Venere del Metauro di Anselmo Bucci nel primo bacino e da lì, attraverso i due pesci-sgocciolatoi, ma ne resta solo uno, dentro la grande vasca, dalla quale, attraverso i due mascheroni, raggiungeva gli abbeveratoi. La prevista illuminazione non è stata realizzata, la somma di 30mila euro serviva anche per quella, il degrado è continuato inesorabile». Savelli ricorda «certi commenti negativi da me ascoltati da parte di tanti visitatori che, a causa del Covid, sono giunti più numerosi che nel passato nella nostra città. Una immagine negativa e spiacevole e sempre più incomprensibile».

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