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Doriano Calli, pescatore iscritto alla Federazione Italiana Pesca sportiva è di nuovo senza parole. Al Metauro ci tiene ed è stanco di dover continuare a difenderlo da pescatori di frodo e, peggio, dall’inquinamento. “Questa mattina un amico pescatore mi ha fatto notare la presenza di depositi di schiume sotto la cascata di Fermignano. Sono sceso e ho fatto un piccolo filmato e qualche foto,” ci racconta.

È vero che è piovuto e la cascata è grossa ma quella schiuma non sembra affatto naturale. Doriano non si è limitato a documentare tutto col suo cellulare, ma è andato dal sindaco di Fermignano e gli ha riferito quanto visto. Il sindaco Feduzi gli ha assicurato che avrebbe subito contattato Arpam (Agenzia regionale per l’Ambiente) di Pesaro in modo da poter richiedere prelievi e campionamenti. Insomma, il cittadino coscienzioso e l’amministrazione si sono mossi come da manuale. Ma Doriano non è comunque contento. La sensazione è quella, così frequente in Italia di “chiudere la stalla dopo che i buoi sono usciti”.

E infatti si sfoga: “Ancora una volta – come già avvenuto agli inizi di maggio – nel fiume si trovano grandi quantità di schiume biancastre che assomigliano a fanghi di depurazione provenienti da monte (Urbania o Sant’Angelo); queste schiume non dovrebbero esserci e mettono in grave pericolo la fauna ittica che nell’ultimo anno a Fermignano si è ridotta notevolmente”. Già nel 2012 un gruppo di amici di Urbania – il Comitato Acqua – aveva analizzato lo stato delle acque del Metauro in diversi punti, riportando i risultati in consiglio comunale e, di fatto, costringendo Arpam a una seria campagna di campionamenti; risultato: la conferma che il Metauro tanto bene non stava. Punti critici? San Giovanni in Petra e a valle di Urbania, dove la fauna ittica era risultata addirittura dimezzata. Insomma, c’è poco da scherzare.  In attesa dei risultati di Arpam, ringraziamo Doriano e i pescatori per l’opera continua di monitoraggio e la battaglia a tutela dei nostri corsi d’acqua. Augurandoci naturalmente – senza crederci molto – che almeno stavolta si tratti di un “falso allarme” e non di vero inquinamento.

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