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Carlo Ruggeri (presidente comitato pro ospedali pubblici Marche)

Un potere regionale che ha subito applicato il desiderio della stragrande maggioranza dei marchigiani, e che è stato appoggiato da alcune minoranze, non è fatto di tutti i giorni. Eppure dopo appena un mese dall’inizio della XI legislatura regionale, un miracolo si è concretizzato proprio sul problema sollevato dalle folle marchigiane, di solito riservate, timorose, a volte succubi, ma che con il voto alle elezioni regionali del 20/21 settembre hanno riversato tutta la rabbia accumulata da anni di imposizioni che hanno portato al disastro della sanità marchigiana. Il consiglio regionale delle marche, con l’intera maggioranza di centrodestra  e con parte della minoranza 5 stelle e di Rinasci Marche alla seconda mozione, ha approvato la mozione che blocca gli iter degli ospedali unici provinciali! Ed una seconda mozione che  inizia un percorso di revoca degli atti che hanno avviato la realizzazione dell’ospedale unico di Muraglia di Pesaro. Due atti politici di enorme importanza che meritano il dovuto plauso.

Il mugugno e poi la rabbia dei marchigiani è stato sottolineato per anni dalla libera stampa e, in particolare, ogni giorno sul web si succedevano migliaia di segnalazioni disperate ed alla ricerca di una soluzione, un aiuto, una iniziativa di ribellione ad un potere regionale, con sindacati allineati, non solo soffocante, ma che non aveva la faccia di presentarsi davanti al popolo, racchiudendosi solo in riunioni di partito in cui raccontava quello che voleva. Tale moto di popolo ha permesso la creazione di comitati spontanei di protesta, regolarmente ignorati dai governanti, che, per forza, dovevano sostituire la politica, sempre più disprezzata dal popolo e i sindacati, specie Cgil, Cisl e Uil, ritenuti dalla gente e, conseguentemente dai comitati, prima del 21 settembre, il rimorchio della politica al governo delle Marche, e del Partito dominante, il Pd in particolare. Ciò si vede anche negli ultimi scritti degli stessi sindacati sulla stampa, a favore dell’ospedale unico del Pd, significativamente di mano misteriosamente politica. Dunque i comitati hanno preso impatto tra il popolo marchigiano, sino alla unione di 20 di essi, diffusi in tutte le Marche  e rappresentati in tutte le province, in un unico e forte  comitato,  e fondato  il 12 settembre 2018 a Civitanova Marche con 4 punti cardine di lotta per rivoluzionare la scellerata organizzazione sanitaria baricentrica del Pd e dei suoi cespugli.

I comitati sono  ben coscienti ed istruiti sulla Costituzione italiana Art.32 e altrettanto lucidi, ben conoscendo la modifica del titolo V della costituzione italiana  che assegna alle regioni italiane la piena facoltà organizzativa. Ben sapendo, di conseguenza, che la legge 70 Balduzzi/Lorenzin è una legge di indirizzo e non vincolante per le Regioni, alcune delle quali l’hanno rispettata solo in parte(Veneto, Emilia Romagna, Umbria ecc.), come le stesse Marche che, NON RISPETTANDOLA, hanno debordato da tale legge, con l’intenzione di realizzare un unico ospedale provinciale (poi nascosto sotto l’escamotage di nuovo ospedale di Area Vasta) con unico pronto soccorso completo e con il tentativo di realizzare un secondo ospedale di secondo livello, oltre che aver scelleratamente sostituito ospedali pubblici con cliniche private ed altro.

I 4 punti cardine che hanno decretato la popolarità del  comitato regionale consistono nel  no assoluto agli ospedali unici provinciali, nel potenziamento delle strutture ospedaliere attuali (Pesaro, Fano, Urbino e Pergola in provincia di Pesaro) e nella riapertura dei 13 ospedali  pubblici chiusi nelle Marche (quelli di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro nella nostra Provincia)

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Il 4 febbraio, giorno in cui si sarebbe approvato il nuovo piano sanitario regionale 2020/23, il nostro comitato regionale, ad iniziativa del sottoscritto presidente ha organizzato sotto le finestre della Regione Marche un sit-in  con centinaia di cittadini, per chiedere il rinvio di tale piano sanitario e la reimpostazione sulla base dei 4 punti cardine dei comitati riuniti. L’indifferenza del potere regionale ceriscioliano/socialista fu totale, di fronte ad una opposizione  regionale che, quel giorno in particolare, capì molto bene il grido di dolore della gente e ricevette in una sala i membri del comitato, impegnandosi a venire incontro, recependone i punti cardine. La capì l’opposizione, ora al potere, e la capirono i cittadini marchigiani che dettero grande risalto, di presenza fisica e di solidarietà nei mesi successivi, all’azione dei comitati con attestazione di stima e di incoraggiamento. Ed anche da qui venne la sconfitta elettorale del Pd e dei sommessi cespugli (altroché’ la prezzante e successiva, in particolare, considerazione di Cgil, Cisl e Uil sui Comitati spontanei)!

Ora che il primo punto cardine del comitato pro ospedali pubblici Marche, IL NO ASSOLUTO ALL’OSPEDALE UNICO, è stato pressoché’ servito, non solo dal nuovo potere regionale, ma anche da parte dell’opposizione, NON SI E’ VERIFICATO UN MIRACOLO?  Noi diremmo di sì. Se poi, a qualche ormai raro e noto sindaco non sta bene ed ai sindacati non gli sta altrettanto bene, ricreino attorno a loro la simpatia popolare, se ne hanno il coraggio, la faccia da tempo persa, la forza e l’umiltà. Di certo, dopo le scarsissime e pressoché’ deserte  partecipazioni della gente alle manifestazioni sindacali regionali e locali, anche  il sit-in del 21 novembre indetto dal pluribaricentrista ospedaliero sindaco di Pesaro, è stato un enorme flop partecipativo, a significare come i cittadini, ormai, cominciano a buttare l’occhio verso i comitati attivi e sensibili, continuando a non apprezzare l’immobilità dei sindaci e, specie  dei sindacati, attuata  solo quando governa il Pd! Ora andiamo a potenziare gli ospedali attuali e ad aprire gli ospedali chiusi, e facciamoli lavorare per bene, che ce n’è tanto bisogno!!

Carlo Ruggeri
PRESIDENTE DEL COMITATO PRO OSPEDALI PUBBLICI MARCHE

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