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“Se contro la nuova emergenza sanitaria vogliamo utilizzare l’importante opportunità del plasma iperimmune c’è bisogno di una fortissima azione solidale preventiva da parte di tutti. Prepararci cioè all’eventualità di poter aiutare gli altri se dovessimo essere colpiti dal virus” spiega Daniele Ragnetti vice presidente provinciale dell’Avis. “Ad oggi la maggior parte del plasma iperimmune raccolto nella nostra provincia è stato donato dai volontari Avis”. Alla luce della situazione generale sempre più complessa in tema di contagio “non mi soffermo sulle ormai note regole comportamentali che ognuno di noi ha ben assimilato e che tutti dobbiamo rispettare, ma vorrei portare un contributo sottolineando la possibilità dell’utilizzo del plasma iperimmune considerato ormai dalla scienza come uno dei trattamenti più efficaci per combattere il virus. Purtroppo il plasma iperimmune si può ottenere solo da persone che, dopo essere guarite dal virus, si rendono disponibili a donare il proprio plasma carico di anticorpi. E non tutti possono farlo come le persone con più di 65 anni; donne con gravidanza alle spalle eccetera. Dei potenziali donatori che si sono presentati all’Azienda ospedaliera ospedali riuniti di Marche Nord che, per la nostra provincia aveva attivato la raccolta di plasma iperimmune fin da maggio, solo il 20/30 per cento aveva nel proprio plasma il titolo di anticorpi neutralizzanti capace di inattivare il virus”.

È stato scientificamente provato che “più ci si allontana dai giorni della malattia e più diminuiscono gli anticorpi in possesso del potenziale donatore per cui occorrerebbe effettuare la donazione il più sollecitamente possibile. I donatori sono sempre pochi rispetto alla popolazione intera, parliamo del 5% circa, ed allora è necessario, in questa fase in cui tutti chiediamo soluzioni per affrontare senza danni questa nuova ondata del virus, metterci subito a disposizione perché il plasma iperimmune lo possiamo donare tutti. Per far questo occorre prima di tutto acquisire la consapevolezza che solo noi, ciascuno di noi, può essere soggetto attivo per concorrere alla cura delle persone più gravemente colpite dal virus salvando loro la vita. Ove l’utilizzo del plasma iperimmune viene sperimentato, infatti, il tasso di mortalità dei pazienti si riduce al minimo. Negli ospedali riuniti di Marche Nord i pazienti trattati con plasma iperimmune sono tutti guariti”.

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Fatte tutte le opportune considerazioni bisogna sottolineare che “il tempo è prezioso e non bisogna sprecarlo. È necessario pertanto decidere oggi di voler fare domani e in tempi brevi quella donazione che fatta in sicurezza varrà oro per i nostri nonni, i nostri genitori, i nostri parenti i nostri amici, chiunque conosciamo o no, colpiti pesantemente dal virus. Se gli ospedali avessero oggi un alto numero di sacche di plasma iperimmune validato, pronto per essere usato su pazienti in grave difficoltà, conservato in congelatore, si potrebbe affrontare con una maggiore tranquillità quello che si sta presentando come un difficilissimo inverno per tutti”.

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