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Codice Rosso a Fano, un arresto e due denunce per una serie di reati che variano, da caso a caso, dagli atti persecutori alle lesioni personali e all’incendio. È il risultato delle indagini condotte dagli agenti del commissariato nell’arco degli ultimi due mesi per contrastare la violenza di genere. Altri due uomini hanno ricevuto l’ammonimento della Questura, che intima di cessare subito le molestie. In caso contrario il procedimento penale conto di loro sarà attivato d’ufficio. Prima questione, l’arresto per atti persecutori e lesioni. L’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare della carcerazione per l’ex marito cinquantenne di una donna che si è rifugiata in casa di amici, residenti in un’altra regione, pur di allontanarsi da una situazione difficile. L’uomo non si rassegnava alla fine del matrimonio ed è riuscito a rintracciare e a raggiungere l’ex consorte: per questa ragione l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare del carcere. La polizia ha accertato continue minacce, insulti e lesioni dopo la fine della convivenza coniugale. Secondo caso rientrante nella procedura di Codice Rosso: la denuncia per atti persecutori contestata a un sessantenne residente a Fano, che non riusciva ad accettare la separazione fra il figlio e l’ex nuora. La donna sarebbe stata perseguitata con telefonate e messaggi offensivi e minatori: l’automobile del suo nuovo compagno, sostiene la polizia, sarebbe stata incendiata proprio dall’ex suocero di lei. Nei confronti del sessantenne il Tribunale ha applicato la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex nuora e al suo attuale compagno. Lo stesso tipo di provvedimento è stato adottato anche per un settantenne fanese, a sua volta segnalato all’autorità giudiziaria perché, secondo gli agenti di polizia, reiterava minacce e molestie nei confronti della figlia minorenne e della madre della stessa ragazza, anche effettuando appostamenti e pedinamenti. Ammonimento della Questura, infine, per altri due uomini ritenuti corteggiatori molesti, fino a risultare minacciosi. A Fano una donna si è rivolta al commissariato, segnalando il comportamento soffocante di un sessantenne (poi accertato dalla polizia) con il quale non aveva alcun tipo di relazione: pedinamenti, appostamenti e ripetuti tentativi di avvicinamento. Nell’immediato entroterra fanese, invece, un altro episodio. Dopo diversi anni di messaggi, un trentenne si sarebbe introdotto di notte e in modo furtivo nella casa di una donna, ma sarebbe stato scoperto e messo in fuga dal padre della giovane. Se i due uomini non rispetteranno l’ammonimento della Questura, nei loro confronti sarà attivata la procedura prevista dal Codice Rosso, un percorso specifico per tutelare le donne vittime di violenze, atti persecutori e maltrattamenti.

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