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In attesa dell’arrivo del 2021 vale la pena chiedersi cosa ci aspetta da questo nuovo anno con la speranza che le notizie siano delle migliori, s’intende. E tra buoni propositi, sogni da realizzare e speranze, ecco una nostra piccola inchiesta, o meglio una serie di appelli della gente tra sindaci, casalinghe, studenti, operai, pensionati, medici, infermieri, tutti rigorosamente di casa nostra. Partiamo da Debora De Angelis, assistente sociale: “L’auspicio per l’anno che verrà è di tornare a toccarci senza perdere quei legami conquistati a distanza, fatti di cuore e non solo di mani e di parole. Vorrei un 2021 di presenza, vera e profonda. Sogno un anno nuovo in cui sedere accanto alle persone care e tenergli la mano”. Davide Dellonti, sindaco di San Lorenzo in Campo: “Dopo questo 2020 estremamente complesso e doloroso, l’augurio vero e sincero è di una profonda riflessione e condivisione dei valori universali di ogni persona, al fine di rendere la nostra comunità più unita e collaborativa, capace di ascoltare l’altro e di aiutare chi è in difficoltà”. Marilena Magini casalinga: “La casalinga spesso è vista come una privilegiata ed ingiustamente viene snobbata la sua attività. Desidererei che venisse più valorizzato il ruolo del lavoro svolto in casa”. Alceo Pucci, pittore scultore: “Il mondo nuovo vinca la paura e la morte, abbracciati alla nuova vita”.

Claudio Cenerelli, pensionato: “Dopo un 2020  così particolare, mi auguro un 2021 in buona salute e tanta energia per continuare le mie piccole attività domestiche e di volontariato”.  Mario Ordonselli, medico: “Il mio pensiero corre  veloce a qualsiasi forma  di sofferenza in questa pandemia. Vorrei un  futuro in cui non ci trovassimo più impreparati alle emergenze, per non pagare di nuovo un alto tasso di vite umane, e qui purtroppo  non posso fare a meno di non pensare alla politica”.

Alex Roberti, cuoco: “Mi auguro che nel nuovo anno il settore della ristorazione sia considerato un indotto indispensabile per l’economia e non qualcosa da aprire e chiudere secondo le esigenze di chiunque”. Emma Grilli, studentessa: “Al 2021 chiedo la salute, la famiglia, la felicità e l’amore nei vari suoi aspetti. Vorrei stupirmi ed essere me stessa, amandomi ed amando chi mi circonda. In questo scioccante 2020 in cui ci è mancato il calore degli abbracci, non posso non chiedere al nuovo anno, che ogni mio desiderio si realizzi”. Augusto Berardi, presidente Anffas: “Vorrei un nuovo anno con più normalità umana per le persone con disabilità. Sono ragazzi, donne ed uomini che devono aver voce, Non possiamo far finta di non sentirli. Sono ricchi di umanità e non chiedono elemosina, hanno gli stessi diritti di tutti”.

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Lucia Avaltroni artigiana:  “Il mio augurio è che si possa tornare a sorridere e riabbracciare i nostri cari e che l’anno che sta per finire abbia insegnato a tutti il vero valore e l’importanza del rapporto con gli altri. Lilli Simbari, poetessa: “Vorrei un 2021 in cui piovessero parole. Parole senza virus, non nuove ma antiche e con l’odore di verità. Come il pane appena sfornato di una volta. Per non raccogliere più briciole di umanità. Per la rinascita di un nuovo mondo che abbia gli occhi del poeta”. Fabio Cincini, imprenditore agricolo: “Il nostro lavoro è a cielo aperto ed allora il mio desiderio è di riavere un clima in cui venga rispettato il normale ciclo delle quattro stagioni. Solo così la terra  ridarà i suoi frutti e ne trarrà benefici la salute e l’economia”. Federica Zagaria, medico: “Il mio auspicio per il nuovo anno è di una nuova concezione sanitaria con un sistema efficiente e ricco di risorse, investire nella ricerca e nella istruzione dei giovani medici specializzandi, che ad oggi nonostante l’attuale situazione risultano ancora penalizzati”. Giovanni Busca, dipendente: “Vorrei che si tornasse ad avere un lavoro più stabile e maggiormente retribuito. Il precariato non permette di programmare nessun futuro togliendo la dignità alla persona umana”. Anna Terrone, operatore sanitario: “La pandemia ha incollato sui nostri volti una seconda pelle, con la mascherina che ci ha rubato i sorrisi. I più attenti hanno riscontrato sguardi smarriti e bisognosi di aiuto. Mai come adesso vorrei sguardi pieni di speranzosa rinascita”. Milena Volpe psicologa – psicoterapeuta:Mi piacerebbe che le persone vivessero i divieti di questo momento di pandemia, con possibilità di stare più nell’intimità di se stessi”. Gabriele Napoli, infermiere: “Vorrei la fine di questo difficile momento senza dimenticare chi non è riuscito a superarlo e quanti nel proprio ambiente, si sono  prodigati nel tutelare l’esistenza umana nella sua essenza”.

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