“L’arte figurativa e la pittura mi hanno sempre emozionata – confida la pittrice pesarese Deborah Coli – e l’origine del mio percorso è sicuramente avvenuto perché creare ed esprimere idee, pensieri e sentimenti su una tela mi hanno sempre affascinato”.
Come è avvenuta in seguito la tua maturazione artistica? “Nel continuare i miei studi da ragazza li ho indirizzati verso questa mia predisposizione diplomandomi all’Istituto d’Arte F. Mengaroni della mia città.
In seguito ho frequentato per alcuni tempi degli studi di lavoro di vari artisti, fra cui il noto fabrianese Aurelio Ceccarelli, dove ho sviluppato ulteriormente le conoscenze ed abilità verso il linguaggio figurativo con predilezione al disegno ed alla pittura ad olio. Sono stati cinque anni di studio e perfezionamento non privo di ostacoli ma anche ricco di grandi soddisfazioni”.
Cosa rappresenta per te la pittura e quali sono i temi principali trattati? “Ho sempre avuto la percezione dentro di me che con la raffigurazione si potesse trasmettere quelle emozioni, in cui a volte non si riesce ad arrivare con le parole. La pittura per me diventa un potente mezzo di comunicazione e di condivisione, in cui la bellezza e l’armonia delle forme assieme ai colori, possono arrivare fino al cuore delle persone. Nelle mie opere non voglio solo fare una rappresentazione oggettiva, ma trasmettere attraverso riflessi e trasparenze quella bellezza e purezza dei sentimenti dell’anima. I temi più trattati sono quelli del mondo femminile, che maggiormente mi appartiene attraverso il mio vissuto e le mie esperienze di donna e di madre: prediligo raccontare con la pittura ogni aspetto interiore, che amo definire essenza”.
Come riesci a rapportarti con un mondo femminile che è sempre in evoluzione? “Infatti i tempi cambiano assieme ai valori ed il semplice ritratto non basta più, pertanto anche la mia pittura si evolve e questo sconvolgimento collettivo si ripercuote anche sulle mie opere. Gli stati d’animo, i pensieri e tutto l’universo dell’interiore femminile si rivela nella postura delle figure : è l’essenza ad emergere andando oltre al presente verso una nuova dimensione. Infatti nell’anno appena passato ho aperto un ciclo pittorico denominato Metamoephosis, in cui le mie opere sono ispirate proprio a questo momento storico di transizione di ognuno. Ho tratto ispirazione dalla farfalla che si apre alla metamorfosi e così anche noi in questi periodi di solitudine e silenzio, abbiamo dovuto ascoltare e dialogare con la nostra anima, per poter riscoprire la bellezza della nuova rinascita”.
Avrai anche partecipato a mostre ed avuto dei riconoscimenti? “ La mia prima esposizione è avvenuta a Pesaro nel 2007 in una nota galleria ed in seguito è stato un susseguirsi di personali e collettive in tutt’Italia, dal Montefeltro nella città di Urbino fino a Venezia, Torino, Padova,Napoli ecc. riscuotendo anche riscontri dalla critica. Nel 2014 mi sono anche classificata al primo posto nel Premio Targa d’Oro Citta’ di Gubbio.” Perché prediligi la colorazione ad olio? “Preferisco la pittura ad olio per la naturale brillantezza, la plasticità e consistenza della materia che mi permette di plasmare e creare sfumature e velature trasparenti, che sono tipiche della mia pittura. Inoltre dopo tanti anni di esperienza mi sentirei anche in grado di poterla insegnare“.
Hai mai pensato di dare lezioni di pittura? “ Ho già effettuato dei corsi di insegnamento alla pittura in alcuni Centri Civici del territorio e nella sede dell’Associazione Unilibera che è un diminutivo di Università della Età Libera di Pesaro. Da questa esperienza è nata l’idea di creare un Laboratorio Artistico che unisca varie figure professionali del panorama artistico, per cui vi è l’esigenza di uno o più spazi, in un o più luoghi della nostra provincia, preferibilmente con l’avvallo dei Comuni. Potrebbe divenire una bottega d’arte dove realizzare dei corsi base o di perfezionamento, progetti per le scuole, laboratori per bambini, mostre, collettive ed estemporanee. Tutto questo darebbe valore e sarebbe un arricchimento culturale per il territorio”. Cosa diresti ad un giovane per incoraggiarlo all’arte? “Quando hai un sogno, muoviti con entusiasmo verso di esso, perché non solo starai bene con te stesso, ma trasmetterai vitalità ed energia anche a chi ti è vicino”.





















