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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di una esercente (titolare di un negozio di abbigliamento nel Fanese) sulla questione chiusure Covid

Domenica scorsa, Domenica delle Palme, chiese prese d’assalto dai fedeli anche a Fano come altrove da quel che so. Anche dopo la fine della funzione (ho visto con i miei occhi), gente ammassata come mosche al di fuori dell’edificio. E non pochi con le mascherine abbassate. Io, come altri del settore abbigliamento, chiusi. Ci può essere contraddizione maggiore? Noi facciamo entrare uno alla volta, locali sanificati, gel a portata di mano, mascherine in volto. Ma non basta. In chiesa sì. Non ho nulla contro il credo religioso, sia chiaro. Ma qualcosa che non quadra nelle direttive imposte c’è. eccome se c’è. Insomma, le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni. Non è più accettabile che i luoghi di culto siano aperti al pubblico, con certe precauzioni, e restino chiusi invece negozi con le stesse precauzioni di sicurezza dove si fa entrare uno alla volta. Una misura chiaramente incostituzionale che nega palesemente il diritto dei cittadini.

 

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