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Lo statuto del Distretto Biologico Terre Marchigiane ha ricevuto la benedizione del vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola, monsignor Armando Trasarti. Un incontro semplice e cordiale quello che si è tenuto presso la curia vescovile tra il vescovo, la presidente del Distretto Sara Tomassini e da uno degli ideatori, Ritaldo Abbondanzieri. A fine gennaio era stata presentata a monsignor Trasarti l’associazione “Distretto Biologico Terre Marchigiane” costituita il 30 dicembre 2020. Il vescovo letto lo statuto, l’atto costitutivo e la carta dei principi ha dato il proprio sostegno al Distretto Biologico Terre Marchigiane. Ad oggi è composto da 27 amministrazioni comunali: Urbino, San Lorenzo in Campo, Fossombrone, Cagli, Pergola, Terre Roveresche, Fratte Rosa, Mondavio, San Costanzo, Sant’Ippolito, Cantiano, Monte Porzio, Mondolfo, Serra Sant’Abbondio, Frontone, Mogliano (MC); tutta l’Unione Montana del Montefeltro; 116 aziende agricole biologiche; 3 cooperative agricole biologiche, Terra Bio, Terra e Cielo e Campo; altri agricoltori trasformatori importanti; 5 operatori del settore terziario enogastronomico; Associazione Nazionale Agricoltori Biologici ANABIO/CIA Marche; 3 istituti superiori tecnici agrari e professionali (Pesaro “Cecchi”, Fabriano “Vivarelli”, Jesi-Pianello Vallesina “Cuppari-Salvati”; 2 istituti alberghieri (Pesaro “S. Marta”, Cagli-Piobbico “Celli”); il liceo artistico di Fermo Porto San Giorgio; Confcommercio Marche Nord; CNA Marche, Unione Agroalimentare Regionale. All’incontro col cescovo, la delegazione del Distretto ha potuto illustrare i momenti salienti e difficili che hanno caratterizzato il percorso culminato con la costituzione. Si è discusso e si è aperto un confronto sulle opportunità che il Distretto Biologico Terre Marchigiane può concretamente offrire a tutta la comunità: partire dall’agricoltura e dall’allevamento biologici che sono i custodi veri della terra. “Il Distretto è lo strumento perfetto per superare le logiche strettamente aziendali e individuali per una visione a tutto tondo, di sistema, di rete, che ha come scenario l’intero territorio ed i suoi attori, istituzionali e non, per il raggiungimento degli obiettivi comuni: sostenibilità sociale, ambientale ed economica”. L’incontro si è concluso con la benedizione dello statuto del Distretto Biologico Terre Marchigiane.

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