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Con la visita a Montemontanaro, frazione di Montefelcino, del vice presidente della Regione Mirco Carloni è stata simbolicamente depositata la prima pietra una stazione di albergo diffuso delle Marche. La cosa che sta più a cuore ai residenti e a quanti scelgono il castello per soggiornarvi per l’aria salubre, la quiete e una veduta panoramica incomparabile, è la sistemazione delle mura che hanno bisogno di restauro. Se abbandonate a sé stesse e al peso degli anni rischiano di fare una brutta fine. Il vivo interessamento di Carloni, accompagnato dal sindaco di Montefelcino Osvaldo Pelagaggia e dai promotori dell’iniziativa compresa l’artefice prima Stefania Donnini, ha favorevolmente impressionato tutti. Da quanto si è capito alle parole seguiranno i fatti. Tra le particolarità emerse per l’occasione da segnalare qualche dato particolare: è in fase di costituzione la pro Montemontanaro, una pro loco con il compito di sostenere e promuovere le migliori iniziativa turistiche, culturali ed enogastronomiche; inoltre la “presenza” del borgo addirittura in Parlamento in quanto Elena Fattori attuale deputata del M5S, è proprietaria di una casa che apparteneva al nonno a suo tempo abitante del castello, che poi si sposò a Rimini. Nella caratteristica frazione di Montefelcino risiedono circa 200 persone e le case sfitte sono molte a conferma di quali potenzialità rappresentino per il progetto più generale, come detto, di albergo diffuso sulle colline della sponda sinistra del Metauro, ad un’altezza di m 325 sul livello del mare. Si legge negli annali che «il nome del paese compare per la prima volta in documenti fanesi del 1200. Il Comune di Montemontanaro coincideva con la parrocchia di San Marco poi unita alla parrocchia di Montefelcino. Sin dal medioevo faceva parte della diocesi di Fossombrone ora accorpata a quella di Fano.

Nella foto si riconoscono Mirco Carloni, Osvaldo Pelagaggia e Stefania Donnini

 

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