Il dolore e le reazioni per la morte di due persone, a Cagli, a distanza di alcuni giorni e le dichiarazioni accorate dei sindaci di Cagli e Fossombrone, rendono bene lo stato d’animo degli abitanti di queste zone. Il senso di precarietà della vita, a mano a mano che si avanza negli anni per la qualità dei servizi sanitari complica lo svolgimento anche delle azioni quotidiane e allontana quella possibile ripresa socio economica per cui tutti i livelli istituzionali dicono dì impegnarsi. Il pensiero che assilla i residenti è sempre lo stesso: “E se mi sentissi male cosa mi accadrebbe ?”. Come può esserci ripresa nei settori fondamentali della vita individuale e delle comunità se non ci si sente garantiti quando si è più fragili per motivi di salute ? Art.1 ritiene che la vicenda del servizio urgenza/emergenza sia emblematica. Il sistema era stato costruito quando funzionavano ancora i pronto soccorso dei piccoli ospedali ed il cittadino sofferente vi si recava e trovava sempre una risposta o in loco o attraverso l’invio a strutture più complesse. Addirittura oggi si tende a deridere il ruolo svolto da questi ospedali minori e s’indicano i pazienti come irresponsabili frequentatori di tali strutture e quindi responsabili della lievitazione della spesa ospedaliera. Ora quel sistema è stato smantellato e le autoambulanze senza medico sono forse troppe ed inefficaci. Noi di Art.1 chiediamo all’assessore alla sanità e alla Giunta regionale di affrontare, in tempi rapidi, il problema proponendo e realizzando scelte adeguate, come ad esempio auto con medico a bordo oltre al ripristino di qualche funzione di risposta all’urgenza nelle ex strutture ospedaliere trasformate in realtà indefinite ed indefinibili. Le competenze tecniche che la Regione possiede devono essere attivate al meglio, indicando obiettivi chiari e criteri d’indirizzo appropriati, che non possono essere il risparmio irragionevole ed il taglio dei servizi.
Comunicato Ninel Donini - Art. 1






















