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Con il voto di venerdì sera sul digestore, che ha registrato un’apparente unanimità per motivi di puro opportunismo della maggioranza, il consiglio comunale dà finalmente un’attuazione concreta e operativa al documento presentato dall’opposizione e votato lo scorso aprile.  In continuità con quanto deciso in primavera, si è sventato il matrimonio già combinato con Marche Multiservizi e si avvierà una raccolta di tutte le proposte progettuali in campo per l’impianto, in modo da consentire al consiglio di valutare ad ottobre, in piena trasparenza e libertà, quale sia la più conveniente per Fano, e non per il Pd. D’altronde c’è da aspettarsi che l’azienda pesarese non aderisca alla prossima indagine di mercato: i suoi referenti politici, infatti, hanno ribadito che la condizione dirimente per partecipare alla gestione del digestore di Vallefoglia è la morte di Aset. Ma, come è sotto gli occhi di tutti, il consiglio di ieri ha impresso un’altra brusca frenata alla fusione. Non ci sono parole per commentare la condotta ridicola delle liste del sindaco, che ad aprile votarono contro la nostra mozione e ieri hanno usato come pretesto qualche modifica di forma per appoggiare il documento. Il tutto con un solo obiettivo: non certo quello di difendere gli interessi dei fanesi ma, più prosaicamente, di non spaccare di nuovo la maggioranza. Peccato che questa si sia divisa ugualmente, viste le dichiarazioni e le assenze strategiche della corrente filo-provinciale del Pd. Forse in giornata registreremo le prime reazioni rabbiose dalla segreteria pesarese, che Radio Londra ci racconta dare già in escandescenze.
Infine, che Seri descriva il voto di venerdì sera in chiave favorevole a se stesso, senza aver avuto neppure il coraggio di intervenire nel dibattito, sfugge ad ogni logica. Fino a dieci minuti prima, tra i suoi fedelissimi, si sprecavano i lanci di stracci. Ma questo restituisce chiaramente anche una caratteristica del nostro sindaco: quella di essere multiforme come Barbapapà e sempre pronto a garantire la propria sopravvivenza politica, molto meno a fare davvero il bene di Fano. A quello deve pensarci l’opposizione.
Tommaso Mazzanti - Francesco Panaroni - Matteo Giuliani 5 Stelle Fano

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