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Dopo l’esibizione di sabato 31 luglio a Fratte Rosa, torna ad esibirsi giovedì 5 agosto alle ore 21,30 sul palco dell’Anfiteatro Rastatt di Fano, la compagnia Teatro in Faccia, nata da poco più di un anno, ma le sue componenti hanno all’attivo vari decenni di esperienza teatrale come interprete, regista ed autrici di testi. Porteranno in scena  lo spettacolo dal nome Medea allo Specchio, ispirato alla tragedia di Euripide Medea, che è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca, la quale viene descritta  come una maga dai poteri divini propensa ad astuzie e scaltrezze. Entreranno in scena alternandosi fra loro cinque attrici, che interpreteranno i principali ruoli femminili dell’opera classica.

L’unico interprete maschile è Daniele Cecconi nel ruolo di Giasone, lo statico ed ottuso sposo di Medea,  incapace di comprendere e comunicare con la donna, se non per ottenerne potere sociale. Le attrici femminili impegnate nella rappresentazione sono Aurora Alesi, Elisa Pavoni, Flavia Catena, Giulia Burroni e Lucilla MonacoLa direzione tecnica  è affidata a Nicola Perettini e Thomas Valerio Simeoni, mentre Monia Cecchini cura i costumi di scena e Maria Claudia Giancola il trucco  e parrucco.  Lo spettacolo è all’interno della rassegna E lucevan le stelle, nelle manifestazioni dal vivo legate a Fano en plein air, avviate già lo scorso anno.

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“Il teatro – spiega Lucilla Monaco fondatrice della compagnia Teatro in Faccia assieme ad Elisa Pavoni ed Aurora Alesi – è una forma di espressione artistica, dove si esprimono i sentimenti, le passioni, i pianti, le risa ed i riscatti degli uomini come meglio non si potevano rappresentare nella tragedia greca di Medea, perché nonostante questa follia che sembra invadere l’umanità del giorno d’oggi, ancora l’uomo piange, ride, sorride e soffre come di duemila anni fa. Inoltre il teatro è giocare con il quotidiano per renderlo straordinario ed è una dimensione magica che ci rende inconsapevoli interpreti di se stessi e degli altri e proprio per questo ci sentiamo cuciti sulla nostra pelle la massima di Edoardo de Filippo Nel teatro si vive sul serio, quello che altri vivono male nella vita”.

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