legno
carne
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
Nel corso della riunione di venerdì del Comitato Provinciale di Protezione Civile è stata decisa l’apertura del pozzo Burano. Relativamente alla decisione assunta riteniamo doveroso fare la massima chiarezza possibile, in conformità al principio di trasparenza dell’azione amministrativa, ma questo ci costringe a dilungarci un po’; confidiamo nella vostra pazienza e nella disponibilità all’ascolto. Innanzitutto vorremmo precisare che tale decisione è stata presa solo dopo aver tentato di arginare la grave crisi idrica in corso attraverso una serie di interventi alternativi e dopo aver acquisito dei dati importanti relativi alla capacità di recupero di questa risorsa strategica, dati che sono stati confrontati con quelli relativi alle precedenti aperture. Ma andiamo con ordine.
È evidente a tutti la crisi climatica in atto a livello globale, che ha modificato temperature e regimi pluviometrici. Altrettanto noto a tutti dovrebbe essere il fatto che, purtroppo, nella nostra provincia l’approvvigionamento idrico dipende per la maggior parte da fonti superficiali, vale a dire corsi d’acqua, invasi artificiali e pozzi di subalveo; a tale dipendenza, che risente pesantemente dell’aumento delle temperature medie e della scarsa piovosità estiva, si aggiungono la scarsa interconnessione tra le reti acquedottistiche e le perdite delle reti di adduzione, oltre che l’abitudine ad un uso non parsimonioso dell’acqua.
Di seguito riassumiamo in ordine cronologico i passi salienti che hanno portato alla decisione di aprire il pozzo.
21 giugno 2021
L’Ente gestore dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Marche Nord – Pesaro e Urbino (nel seguito ATO 1) scrive a tutti i Comuni chiedendo di procedere all’adozione ed emanazione delle ordinanze di limitazione dei consumi idrici. La crisi idrica è già iniziata e sono molto evidenti gli effetti su corsi d’acqua, invasi e pozzi di subalveo (superficiali).
25 giugno 2021
A causa del perdurare dell’assenza di precipitazioni, la Regione Marche (decreto del Dirigente della Posizione di Funzione Tutela del territorio di Pesaro e Urbino n. 269/2021) dispone la limitazione dei prelievi da tutti i corsi d’acqua insistenti nel bacino idrografico del fiume Metauro con decorrenza dal 01.07.2021 al 15.10.2021. In particolare il provvedimento stabilisce:
a) la sospensione di tutti i prelievi di acqua pubblica dai corsi d’acqua ubicati nel tratto compreso tra l’invaso del Furlo e la foce del Fiume Metauro (Fiume Candigliano, Fiume Metauro e relativi affluenti);
b) la riduzione del 50% della portata dei prelievi di acqua pubblica rispetto a quella prevista nei disciplinari di concessione o nelle licenze annuali di attingimento, da tutti i corsi d’acqua presenti a monte del bacino del Furlo (Fiume Candigliano, Fiume Metauro, Fiume Burano, Fiume Biscubio, Fiume Bosso, Torrente Bevano, Torrente Certano e relativi affluenti).
Tali limitazioni non si applicano:
a) ai prelievi destinati all’uso idropotabile e all’abbeveraggio del bestiame;
b) agli impianti idroelettrici che non determinano tratti sottesi sui corpi idrici (il punto di presa e il punto di restituzione sono coincidenti) e per i quali, dunque, non trova applicazione la normativa sul DMV (Deflusso Minimo Vitale).
🗓 2 luglio 2021
Si tiene la riunione del Comitato Provinciale di Protezione Civile, nel corso della quale, visti i dati di portata del fiume Metauro e relativi affluenti e le previsioni meteo, si concorda di procedere alla richiesta di deroga in diminuzione del Deflusso Minimo Vitale, identificando quale possibile successiva azione, quella dell’apertura del pozzo di Sant’Anna.
7 luglio 2021
La Regione (Posizione di Funzione Tutela delle Acque e Difesa del Suolo e della Costa, nota prot. n. 845419 del 07/07/2021), a seguito delle risultanze del predetto Comitato, autorizza la diminuzione dei rilasci al Fiume Metauro dagli invasi gestiti da ENEL, in via straordinaria e limitata nel tempo, oltre che nel rispetto di determinate prescrizioni.
8 luglio 2021
I Comuni di Cagli e Cantiano inviano all’ente di gestione dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n. 1 Marche Nord, alla Regione Marche, alla Provincia di Pesaro e Urbino, al Prefetto e ai gestori del Servizio Idrico Integrato operanti nel territorio provinciale, la richiesta di una relazione di sintesi sugli esiti dell’apertura programmata del pozzo Burano, avvenuta nell’ottobre 2020. Nella nota si evidenzia che la predetta apertura aveva, infatti, la finalità dichiarata di verificare la stabilità strutturale del nuovo impianto (nuova testa pozzo installata a seguito della crisi idrica del 2017 e in forza della relativa Ordinanza di protezione civile), la funzionalità degli strumenti di misura posizionati sullo stesso e quella di acquisire importanti dati di monitoraggio (portata, temperatura, pressione, etc) per confrontarli con gli analoghi dati acquisiti nel 1990.
9 luglio 2021
L’ATO n. 1 Marche Nord (nota prot. 1025 del 09/07/2021) rappresenta il preoccupante stato della risorsa idrica, evidenziando come nel tempo si è ridotta la portata del Fiume Candigliano, che in entrata al Furlo al 09.07.2021 presenta valori di 400 l/s. Il medesimo ATO sulla base della tendenza in atto sottolinea che, rimanendo la portata in entrata su tali livelli, si sarebbero avuti ancora solo 17 giorni di riserva.
12 luglio 2021
Si tiene una nuova riunione del Comitato Provinciale di Protezione Civile, in esito alla quale, data la severità delle crisi idrica in atto, si stabilisce di procedere all’apertura del Pozzo S. Anna a partire dal 12.07.2021 stesso con una portata variabile ed indicativamente ricompresa tra 100 e 150 l/sec per un periodo di 10 giorni. Si ricorda, infatti, che il pozzo S.Anna è stato realizzato solo poco tempo fa e che prima di poter autorizzare un’apertura ordinaria è necessario completare il monitoraggio.
Il medesimo giorno, l’AATO 1 Marche Nord in riscontro alla nota dei Comuni di Cagli e Cantiano del 08.07.2021, evidenzia che: “…A ottobre 2020 è stata attuata una prova di pompaggio di lunga durata per collaudare la nuova testa pozzo del “Pozzo Burano”, ristrutturata con i fondi dell’Ordinanza 493/2017. Il prelievo dal pozzo, con immissione delle acque dal Fiume Burano, è iniziato il 06/10/2020 con una portata di 100 l/s; successivamente, ogni 72 ore circa, la portata è stata aumentata per gradini successivi di 100 l/s, raggiungendo un prelievo massimo di 400 l/s per 48 ore circa; il 17/10/2020 la prova è stata interrotta come programmato. Durante la prova è stata verificata la funzionalità delle apparecchiature di misura e di trasmissione dei dati (portata prelevata, pressione a testa pozzo, temperatura) e controllati i livelli idrometrici presso le stazioni del Centro Funzionale della Protezione Civile, situati all’ingresso e all’uscita della gola del Burano, nonché la pressione a testa pozzo del limitrofo pozzo Cagli. La prova ha mostrato che a seguito dell’apertura del pozzo, per ogni gradino, la pressione subisce una rapida riduzione (come ci si aspettava) per poi rimanere sostanzialmente stabile nel corso di ogni gradino di prelievo. Al termine della prova di pompaggio la pressione è risalita immediatamente (20.5 bar) a valori prossimi a quelli iniziali (21.75 bar) per poi ristabilirsi a 21.75 bar dopo pochi giorni.”
22 luglio 2021
Considerato il perdurare dell’emergenza idrica, il Servizio Protezione Civile Regionale, sulla base dei dati trasmessi dall’AATO 1 relativi ai livelli dei bacini e ai relativi bilanci e considerata la mancata previsione nel breve e medio periodo di precipitazioni, concede una proroga all’apertura del pozzo S. Anna fino alle ore 9.00 del 30.07.2021.
29 luglio 2021
Si tiene l’Assemblea dell’AATO n. 1 Marche Nord con la partecipazione di tutti i Sindaci; nel corso di tale riunione viene prospettata come ineluttabile l’apertura del pozzo Burano, visto che tutte le misure straordinarie, fino a quel momento adottate, non hanno sortito gli effetti sperati e considerato il perdurare della crisi. In tale sede i Sindaci di Cagli e Cantiano ribadiscono con forza la necessità di disporre di un’analisi critica dei dati derivanti dall’apertura programmata del pozzo Burano effettuato nel 2020 e del loro confronto con i dati delle precedenti aperture, ciò al fine di assumere decisioni consapevoli e fondate sui dati raccolti.
3 agosto 2021
Con ordinanza n. 63, il Sindaco dispone la limitazione dei consumi idrici da acquedotto per usi diversi da quelli primari, vale a dire usi differenti dallo scopo alimentare ed igienico. In particolare l’ordinanza dispone con decorrenza immediata e fino al 30 settembre 2021 il divieto di prelievo e di consumo di acqua derivata dal pubblico acquedotto per:
• l’irrigazione e annaffiatura di orti, giardini e prati;
• il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
• il lavaggio privato di veicoli a motore;
• il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino;
• per tutti gli usi diversi da quello alimentare domestico e da quello per l’igiene personale.
Si invita inoltre tutta la popolazione ad un uso razionale e corretto delle risorsa idrica, al fine di evitare inutili sprechi.
6 agosto 2021
Si tiene un nuovo Comitato Provinciale di Protezione Civile nel corso del quale viene stabilita l’apertura del Pozzo Burano, la decisione viene assunta – come è ovvio da tutto quanto sopra riportato – dopo aver tentato tutte le altre strade possibili, per fronteggiare la grave crisi di approvvigionamento idrico. Per la prima volta, tuttavia, la decisione viene effettuata, seppur non a cuor leggero, con il conforto dei dati rilevati, dai quali si evince, come riportato anche dal Servizio regionale di Protezione Civile nel proprio comunicato, che l’acquifero che alimenta il pozzo non risente delle aperture, che avvengono e devono avvenire – in quanto si tratta di risorsa strategica – solo in presenza di situazioni emergenziali certificate, dopo aver messo in campo altri interventi di ottimizzazione della risorsa e per periodi limitati di tempo (alcune settimane).
Questa è la narrazione di sintesi dei fatti e degli atti che si sono susseguiti dalla fine di giugno ad oggi, chiunque abbia interesse può accedere ai documenti citati e ai verbali delle riunioni, per verificare quanto asserito.
Ci teniamo, tuttavia, ad aggiungere qualche considerazione, anche perché continuiamo ad assistere a strumentalizzazioni e polemiche davvero incomprensibili, come ad esempio quelle intervenute a seguito della diffusione dell’ordinanza di limitazione dei consumi idrici, che, per altro, per “una posizione politica” siamo stati tra gli ultimi della provincia ad adottare (per verificarlo è sufficiente fare una semplice ricerca online).
La predetta “posizione politica”, che da alcuni anni i Comuni di Cagli e Cantiano hanno deciso di assumere e mantenere, è una forma di protesta nei confronti dell’inerzia o comunque dell’estrema lentezza degli enti sovraordinati nel dar seguito a misure, che potrebbero contribuire a mitigare gli effetti delle crisi climatiche sulla risorsa idrica e a scongiurare le aperture emergenziali del pozzo e anche alla ridotta capacità di controllo relativamente al rispetto delle limitazioni degli usi, per potenziare la quale sono anni che i Comuni chiedono rinforzi.
Che la situazione dell’approvvigionamento idrico nella nostra provincia versi in condizioni drammatiche è un dato oggettivo e questo non dipende dagli attuali amministratori, che non hanno svenduto alcunché (per completezza di informazione in condizioni ordinarie dal pozzo Burano vengono attinti 35 l/s che servono i Comuni di Cagli e Acqualagna), ma dai cambiamenti climatici in atto, dal fatto che tale approvvigionamento è principalmente legato alle risorse idriche superficiali, che chiaramente risentono maggiormente dei predetti cambiamenti climatici, dalla scarsa interconnessione della rete acquedottistica e dalle perdite di rete. E infine, ma non ultimo, anche da un utilizzo poco attento e poco parsimonioso di una risorsa fondamentale come quella idrica.
Si tratta, quindi, di un enorme problema strutturale (e anche culturale) che è necessario affrontare quanto prima a livello provinciale e regionale e che richiede interventi importanti in termini dimensionali ed economici.
Come dimostrano i fatti – e non le chiacchere da bar – si è giunti alla decisione dell’apertura del pozzo solo come ultima estrema misura, sulla base, finalmente, di dati confortanti e solo al fine di evitare danni agli ecosistemi fluviali (il prolungarsi delle deroghe al DMV potrebbe, infatti, causare impatti irreversibili) e di garantire la disponibilità di risorsa idropotabile, limitatamente agli usi primari, A TUTTI.
TUTTI, infatti, hanno il diritto di disporre di acqua potabile, indipendentemente da dove risiedano, così come tutti, comunque, devono utilizzarla con parsimonia e nel rispetto delle norme e delle limitazioni vigenti.
Qui non ci sono NOI e LORO, ENTROTERRA vs COSTA, qui la partita si gioca tutti insieme, altrimenti si perde.
Concludiamo ribadendo che l’intervento adottato risponde ad una emergenza, che deve essere affrontata con una programmazione di interventi in ordinario, primo tra tutti il recupero delle volumetrie degli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle attraverso la rimozione dei detriti accumulati a ridosso degli sbarramenti; nel frattempo l’attuale apertura ci consentirà di acquisire ulteriori dati di monitoraggio, a cui tutti gli amministratori e i tecnici dei comuni possono accedere tramite un dashboard, che riporta i dati in tempo reale, oltre ad elaborarne l’andamento nel tempo e che consente di rilevare eventuali anomalie e, quindi, intervenire, se necessario, tempestivamente.
Ringraziandovi per la pazienza e per l’attenzione, vi auguriamo un buon fine settimana, ricordandovi che in questa situazione è fondamentale il contributo di tutti anche nei piccoli gesti ed abitudini quotidiane.
Il sindaco di Cagli Alberto Alessandri e l'assessore all'ambiente Simona Palazzetti

 

scarpe firmate

arredamento interno
irish pub cantiano
moda donna
scarpe moda