Un libro racconta dei comunisti nel sindacato Cgil, s’intitola Bandiere Rosse e sarà presentato dal locale circolo Gramsci questa sera alle 21 nella chiesa Santa Maria del Gonfalone, a Fano in via Rinalducci. Stampato da Fillea Cgil nazionale, il volume è un’iniziativa editoriale che «rientra nelle celebrazioni dei cento anni dalla nascita del Pci e in particolare analizza il ruolo svolto dai comunisti all’interno del più grande sindacato italiano», spiega Giovanni Franchi, il coordinatore del circolo Gramsci. Si è trattato, prosegue la nota, di «un apporto di cultura politica, di uomini e di donne, che si è caratterizzato nella costruzione di un sindacato confederale quale strumento di profonda trasformazione della società e per la rivendicazione dei diritti sociali dei lavoratori. I curatori del volume non pretendono nulla di più che testimoniare quanto importante fu la cultura politica dei comunisti italiani nella direzione di quella originale organizzazione che è Cgil, tanto a livello dei più grandi dirigenti, primo fra tutti Di Vittorio, quanto dei quadri e dei militanti». Partecipano Luigi Agostini, il curatore del convegno, Daniela Barbaresi, segretario regionale di Cgil; Roberto Rossini, segretario provinciale del sindacato, Giuseppe Galli, responsabile marchigiano per la salute e la sicurezza, Piero Gasperoni, già segretario regionale, e Cesare Carnaroli in qualità di moderatore. Il volume nasce da un convegno risalente ai mesi scorsi e «fra le tante domande che emergono dai suoi atti, una in particolare sembra di grande attualità e importanza: può un sindacato della sinistra sociale avere un futuro senza un referente nella sinistra politica? E al contrario può esistere una sinistra politica senza un referente sociale, pur nella massima autonomia dei soggetti in campo?».






















