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“Molti avevano pensato – riferisce sorridendo Giacomo Vitarelli, ideatore ed attore nella parte di don Matteo, il protagonista del film – che  si volesse festeggiare l’imminente insediamento del nuovo sacerdote nella nostra parrocchia di Calcinelli, ma è stata solo una coincidenza. Infatti il pensiero era legittimo, perché il nuovo parroco con i suoi 37 anni è in età giovanile ed ancor più, si chiama anche lui don Matteo”. Allora come mai questo evento pubblico? “Perché eravamo arrivati al termine dell’opera ed anche se può sembrare strano per dei ragazzi della nostra età, sono stati due anni di duro lavoro, per cui non aspettavamo altro che questo momento. Abbiamo così approfittato della stagione estiva  in cui di sera la gente rimane volentieri fuori a godersi un po’di fresco, per proiettare questo film all’aperto”. Come è andata? “Non pensavamo che arrivasse tanta gente. Anche se distanziati per le regole anti Covid, c’erano tantissimi posti a sedere, ma altrettanti spettatori sono dovuti rimare in piedi! È stata una bella soddisfazione per tutti noi che vi abbiamo lavorato. Vorrei approfittare di questo momento per ringraziare tutti gli sponsor, tutti coloro che in qualche modo ci hanno aiutato, l’amministrazione comunale, il maestro Michele Spadoni che è sempre disponibile per noi ragazzi ed infine i nostri genitori che oltre a sopportarci, sono stati sempre di supporto”.

Perché avete scelto proprio questo personaggio? “Sin da bambino ero innamorato di questa fiction televisiva e già allora pensavo come poterla realizzare, ma solo crescendo con la partecipazione dei miei amici il pensiero si è trasformato in realtà. Voglio però puntualizzare sin da subito che questa non è la mia intervista, ma è l’intervista di tutti i ragazzi che hanno partecipato, perché tutti abbiamo lo stesso pari merito. Mio braccio destro di questa avventura è stato Lorenzo Colonna ottimo produttore,  attore ed appassionato di cinema , mentre Pietro Brunori mi è stato vicino per tutta la fase di scrittura della sceneggiatura”.

Passiamo agli altri attori? “ Con piacere presento l’intero cast, di cui ammiro il grande coraggio nell’aver partecipato in questa avventura: Edward Whitten nel ruolo del maresciallo Nino Cecchini, Ludovica Donnini nella parte della capitano Anna Olivieri, Brando Duro è il pubblico ministero Marco Nardi, Eugenio Nardini nel ruolo di Pippo il sacrestano, Gioia Fucili nelle vesti della perpetua Natalina, Caterina Dini nella giovane liceale Sofia, mentre Tommaso Bertozzi è Rick il fidanzato di Sofia, Mattia Molinelli nel ruolo di Jordi il ragazzo misterioso, Eleonora Tonelli è la procuratrice capo Sara Santonastasi, Gabriele Sambuchi nel ruolo del brigadiere Ghisoni, Rocco Duro l’appuntato Barba e Tommaso Giuliani nell’appuntato Zappavigna. Poi ci sono i protagonisti del caso da risolvere che sono Jonas e Nils Vitali nelle parti di Antonio e Andrea Cortesi, Alessandro Vilardo nel ruolo di Luca Fiore e Marta Faccendi in Valeria Cortesi. Non vanno dimenticate neppure le comparse, perché anche loro hanno avuto importanza per la riuscita del film e sono : Marco Sperandio, Luca Signoretti, Federico Omiccioli, Elisa Andreoni, Annalisa Serafini, Lodovico Lucarelli, Boris Astolifi, Nicola Baci, Marco Fraticelli, Claudio Romiti, Fedrico Giovanelli, Cristian Gori, Giovanni Vitarelli, Enrico Urbinelli, Philip Ibohpaul e Gianluca Italiano”. 

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Dove avete girato le scene e quale era l’argomento? “ Per le scene abbiamo scelto i posti più caratteristici all’interno del nostro comune di Colli al Metauro. Il film è tratto dall’episodio intitolato Non avrai altro Dio all’infuori di me e riporta varie controverse vicissitudini familiari in cui don Matteo rimane vittima di una sparatoria. L’evento lascia parecchio turbamento nel prete, che si rimprovera di non aver fatto abbastanza per risolvere i problemi familiari di quei personaggi”.  Cosa vi ha lasciato questa esperienza? “È stato tutto divertente, emozionante e ci ha dato tante soddisfazioni. Poi abbiamo dimostrato che anche alla nostra età adolescenziale si può riuscire in cose diverse dal solito, in cui si possono fare nuove e sane esperienze. L’importante è crederci sempre e non mollare mai neanche quando sembra che sia impossibile”.

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