MAROTTA «Nelle vicinanze del fiume Cesano, praticamente a circa 300 metri, con qualche difficoltà ho affrescato la facciata di una cascinale per rappresentare lo scontro tra cartaginesi e romani prima della fatidica battaglia del Metauro, evento che ha segnato il futuro della civiltà occidentale che altrimenti sarebbe capitolata sotto gli influssi di quella orientale» racconta Natale Patrizi (Agrà) che ha quasi completato un’altra delle sue opere di grande richiamo. Sottolinea che «gli scrittori antichi non parlano di questa località dove avvenne il primo scontro tra romani e cartaginesi. Preambolo di lì a poche ore alla battaglia finale dopo aver raggiunto Cerbara nel Comune di Terre Roveresche». A ridosso del Cesano dove Patrizi sta lavorando lo scontro tra i due schieramenti «avvenne durante il buio totale di una notte senza luna, dato che nessuno storico fa questa considerazione, mi chiedo dove potevano mai arrivare. All’alba i cartaginesi percorrono una ventina di chilometri fino a Cerbara e San Libero loro destinazione finale e fatale». A Cerbara, con il patrocinio del Comune di Terre Roveresche Patrizi ha completato un altro affresco di circa cento metri ottenendo un risultato talmente apprezzato che quell’opera viene ora segnalata sulla Rete come una delle più riuscite in Europa. Il nostro artista attende che gli addetti ai lavori attivino un percorso storico, da un affresco all’altro, all’insegna di una sorta di riscoperta che da Marotta arriva fino a Terre Roveresche.






















