iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno

“Mai più una cosa del genere”. Ponte Sasso è andata di nuovo sotto, come si dice in simili casi, allagata dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi. Ora gli abitanti della frazione fanese, al confine con Marotta di Mondolfo, si rivolgono alle istituzioni locali perché trovino soluzioni strutturali a un problema che si ripete “da circa sette-otto anni”. Questa volta, però, le conseguenze sono state più pesanti del solito (strade impercorribili, il sottopasso come un’enorme piscina, acqua e fango dentro garage, ripostigli, cantinette, magazzini delle merci) e la misura è ormai più che colma. “Non è più possibile – incalza un gruppo di residenti – continuare a fare finta di niente. Qui ci sono stati episodi di danni che oscillano da diecimila e ventimila euro, riconoscerne il risarcimento appare il minimo sindacale. Ci sentiamo disorientati. Nonostante la situazione sia ben nota, continua a essere un calvario appena piove un po’ più forte del solito. Il problema è la quantità di acqua, e non parliamo di due dita, che arriva a Ponte Sasso dalle colline, provocando danni anche alle grandi infrastrutture. Occorre che Comune di Fano, Rete ferroviaria, Anas, Società autostrade e amministrazioni del circondario si coordinino per trovare soluzioni definitive”.

Gli abitanti della frazione fanese si sentono disorientati e anche delusi: “Durante una riunione risalente a circa otto anni fa, era stata promessa una vasca di contenimento per trattenere l’acqua piovana, ma non risulta che sia stata realizzata”. L’amministrazione fanese risponde che si trattava di un’opera da collegare al rio Crinaccio, su cui nel frattempo sono stati effettuati altri interventi. Sempre secondo l’ente locale i lavori avrebbero garantito, già così, una sostanziale tenuta del corso d’acqua.

scarpe firmate

“L’attuale contesto infrastrutturale – ha specificato infatti una nota del Comune subito dopo il nubifragio – ha palesato criticità che meritano un approfondimento di tipo idraulico, con la stessa modalità operativa di quanto fatto per il rio Crinaccio, dove oggi la situazione è sensibilmente migliorata”. Richiesto lo stato di calamità, è attesa la risposta della Regione, che dovrà specificare se esistano le condizioni per riconoscerlo. Nel frattempo è importante conservare tutta la documentazione che comprovi i danni subiti. Convocato infine un confronto pubblico con il sindaco Massimo Seri, mercoledì 1 dicembre alle 21 nel centro sociale a Ponte Sasso. “Chiederemo fatti concreti – conclude il gruppo dei residenti – e non siamo disposti ad ascoltare soltanto promesse. Vero è che il Comune sia intervenuto sul rio Crinaccio e che la situazione sia migliorata, ma non in modo decisivo. La riprova è il recente allagamento anche del nuovo sottopasso pedonale”.

scarpe moda
moda donna
arredamento interno
irish pub cantiano