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di Marinella Topi

Dopo gli articoli apparsi sull’incontro fra il consiglio superiore dei lavori pubblici del Ministero delle Infrastrutture e trasporti e gli enti locali sulla Fano-Grosseto vorrei esprimere la mia opinione per dare un contributo alla discussione, senza entrare nella polemica fra chi è o è stato più bravo perché ora si tratta di chiudere la partita approfittando delle grandi opportunità offerte dal Pnrr. Se non lo si farà adesso dovremmo mettere una pietra tombale sulla strada, prendendo atto del fallimento di un’intera classe dirigente di destra e di sinistra. La Fano-Grosseto è un’incompiuta nazionale ed era ed è strategica per scavalcare l’Appennino e unire l’Adriatico e il Tirreno, è un’incompiuta che va completata dopo tanti anni. Penso che questo debba essere il punto di partenza per affrontare il problema. In questo senso l’unico progetto da realizzare è quello approvato dalla Provincia e da tutti i Comuni che aveva già acquisito il parere della VIA. Una strada che deve essere a quattro corsie e a scorrimento veloce, non ha alcun senso ridurla a due corsie. Le motivazioni addotte per ridimensionarla sono di due ordini: il primo è quello di ridurre i costi ma non regge perché sarebbe come se per difendersi dal freddo uno si comperasse il costume. L’altra che non serve realizzarla a quattro corsie perché la quadrilatero “ha cambiato lo scenario di riferimento per cui il traffico sulla E78 risulta oggi molto ridimensionato”. Questo è l’argomento a cui tutti dobbiamo rispondere con dati alla mano. Modestamente ritengo che la presenza di aree industriali importanti, lo sviluppo turistico, il ruolo di traino di Urbino, il collegamento fra i due mari e il nord renda indispensabile una strada a quattro corsie. Naturalmente il progetto deve tenere conto delle compatibilità ambientali perché non si possono deturpare aree bellissime e il progetto della Provincia, sempre migliorabile, andava in quella direzione. Per questo ritengo che vada sostenuta la posizione della Regione e su questa si debba mantenere una ferma e salda unità di tutti gli Enti locali senza farsi attrarre dalla costruzione di una o quattro rotatorie che come si sa non si negano a nessuno o dal raddrizzamento di qualche curva. Mi stupisce che un commissario nominato per favorire la velocizzazione del progetto, oggi, di fatto, neghi la sua necessità. Faccio un appello alla Regione e ai sindaci perché lavorino alacremente per dare corso alla realizzazione dell’apertura del traforo della Guinza e del lotto Canavaccio-Fermignano per collegarlo con l’altra incompiuta, la Bretella per Urbino che ancora rimane una strada che collega il nulla con il nulla.

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