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Ha ormai assunto connotati grotteschi la situazione interna alla maggioranza di Massimo Seri. Da lungo tempo assistiamo a una vera e propria telenovela politica che si trascina su tv, radio e giornali, in cui ogni giorno pezzi di maggioranza proiettano, in tutte le salse e sempre con maggiore spregiudicatezza, la fine di un’alleanza claudicante sin dal principio. Il pomo della discordia sembrava essere il tentativo di fusione tra Aset e MMS, ma in realtà lo scontro è ormai a tutto campo, con un evidente inasprimento del conflitto dopo la vittoria dell’ala minardiana al congresso del Pd fanese. Quella che prima veniva sminuita come “propaganda da parte dell’opposizione” si è via via rivelato un’evidente realtà difficilmente confutabile. Dopo le durissime parole dell’assessore Mascarin, sono giunte quelle di Minardi, il quale ricordando a Seri il proprio apporto alla sua elezione in entrambi i mandati, lo ha bocciato pubblicamente senza appello, chiedendo invano risposte e decretando di fatto la fine del mandato di Seri.
Oggi la diatriba è su un posto da assessore in più o sull’equilibrio di una giunta che ormai va avanti per inerzia in attesa del termine del proprio mandato. Termine che secondo i cittadini è già stato oltrepassato da tempo ma che il Sindaco Seri non ha il coraggio di ammettere. Coraggio, una parola che non ha mai caratterizzato l’attività del Sindaco, sempre ad attendere, a tergiversare, a decidere di non decidere in nome di una finta attitudine alla riflessione. La verità è che per amministrare la terza città delle Marche ci vuole coraggio ed ambizione, caratteristiche che non si possono attribuire oggi al primo cittadino. Sembra ormai fin troppo palese come pur di conservare poltrona e stipendio, il sindaco sia disposto a “decidere di non decidere” in attesa delle indicazioni che arrivano dal nuovo padrone politico. Un immobilismo che danneggia Fano per i tanti progetti non portati termine e che via via viene lasciata all’abbandono, perdendo anche importanti opportunità per lo sviluppo del territorio. Noi crediamo che sia giunta l’ora di porre fine a questo deplorevole circo Barnum, la terza città delle Marche non può restare in questo stato di perenne fibrillazione istituzionale, per questo chiediamo a Massimo Seri di ascoltare il consiglio dei suoi amici e di dimettersi per amor proprio in primis, ma soprattutto per Fano, perché non si può più tollerare che l’unico motivo per restare in sella siano gli emolumenti del sindaco e della Giunta.

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