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Il Partito democratico di Fano è molto preoccupato ed indignato per il modo in cui la Regione sta affrontando i temi relativi alla sanità in quest’ultimo periodo. Le notizie che giungono riguardo vari provvedimenti ci lasciano a dir poco sconcertati. È inaccettabile il rischio concreto di chiusura delle guardie mediche di Fano e Mondolfo che da marzo avranno una drastica riduzione di medici presenti che difficilmente potranno garantire il servizio di continuità assistenziale tutti i giorni. Tutto questo intaserà inevitabilmente i Pronto Soccorso perché la Regione non ha risolto il problema dell’incompatibilità con l’attività di medico di medicina generale cercando di garantire condizioni di lavoro e remunerazione adeguate ai giovani medici spesso costretti a fare altre scelte, creando così un grave disservizio visto che ad oggi coprono un ampio territorio e alleggeriscono il lavoro dei pronto soccorsi della zona. Tanto più in un momento storico come quello che viviamo in cui le strutture sanitarie territoriali andrebbero invece rafforzate, come peraltro ripetutamente promesso dal centrodestra in sede di campagna elettorale per le regionali. È altresì preoccupante oltre che assurda la vicenda relativa ai fondi del Pnrr destinati alla sanità con scelte progettuali non adeguate alle esigenze del territorio e alle normative vigenti in materia e col rischio di non poter accedere a suddetti fondi, così come denunciato sia dai sindacati regionali sia dai segretari delle federazioni provinciali del Pd. Basti pensare che nella nostra provincia di Pesaro e Urbino sono previste solo 4 Case di Comunità, lo stesso numero previsto nella più piccola provincia di Fermo, mentre ad Ascoli ne sono previste 5 e a Macerata addirittura 7. Tanto più che Fano sembra dimenticata dalla Regione visto che non è previsto nessun intervento nel Pnrr mentre il nostro distretto sanitario avrebbe bisogno di un forte potenziamento sia nelle strutture sia nelle risorse umane e strumentali. A tutto questo si aggiunge, dopo l’abbandono dell’ospedale di eccellenza di Marche Nord con la scelta di fare un ospedale nuovo più piccolo solo per Pesaro, l’assenza di un progetto serio di rafforzamento per la sanità nella nostra città. Le promesse degli assessori Saltamartini e Baldelli sono magra consolazione visto che ad oggi non è previsto alcun arricchimento dell’offerta sanitaria e le risorse destinate (12 milioni) per lavori strutturali sull’ospedale Santa Croce appaiono esigue e decisamente inadeguate. Siamo quindi d’accordo col nostro sindaco che denuncia la scarsa attenzione della Regione per la città di Fano, ma chiediamo allo stesso anche di alzare il livello facendo valere il Protocollo firmato e approvato da Regione e Comune nel giugno 2018 che prevedeva una serie di interventi fondamentali con servizi sociosanitari che il nostro territorio deve rivendicare con forza. Attendiamo invece chiarimenti e spiegazioni da un governo regionale formato da chi, in campagna elettorale, si era speso in molte promesse per il nostro territorio e che al momento risultano inattese, con una sanità regionale allo sbando e sulla strada di essere indebolita e peggiorata.

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Il segretario - Tommaso Della Dora

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