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Nelle ultime settimane oltre al rinnovo delle cariche di rappresentanza, è stata discussa la questione di come affrontare il prossimo Venerdì Santo (15 aprile). Dati oggettivi indicano una situazione che evolve verso un graduale miglioramento, sebbene a tutt’oggi la nostra Regione abbia, rispetto ad altre, maggiori criticità e sia classificata ancora come “arancione”. Fino a pochi giorni fa nel paese vi erano un circa una cinquantina di situazioni di positività e quarantene varie e fino al 31 di marzo (ovvero 15 giorni prima della Turba) è in vigore lo stato di emergenza nazionale. La Turba è un evento che più di altri va programmato con largo anticipo, oltre che nei personaggi, soprattutto sotto l’aspetto economico ed organizzativo, che vuol dire:

1) mettere e far mettere a bilancio le non poche somme per realizzarla;

2) impegnare per tempo le ditte di montaggio delle scenografie e del service audio e luci;

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3) ipotizzare (perché al momento si possono fare solo ipotesi) che tipo di gestione dei personaggi e del pubblico possa profilarsi, disposizioni che si aggiungerebbero alle restrizioni già in vigore e messe in atto dal 2019 (dopo la tragedia di Corinaldo tanto per intenderci) sulla gestione di eventi e manifestazioni, e questo lo si deve fare adesso.

Tutto ciò comporta un rischio economico ed organizzativo che ad oggi non conviene correre e noi siamo i primi a dolercene. Solo chi non deve assumersi queste responsabilità, o non conosce appieno le difficoltà organizzative in un momento come questo, può dire a cuor leggero facciamo la Turba. Quello che verrà proposto e su cui si è iniziato a lavorare per creare comunque un evento suggestivo del Venerdì Santo, in attesa che la situazione si ristabilizzi e le norme siano più chiare, è il recupero dell’Antica Processione della Turba; una proposta già presentata in un partecipato incontro nel 2018, prevista per il 2020 nella forma di “Vecchio Testamento”, il sabato precedente la Turba, e fermata proprio dal Covid. Il programma proposto non avrà la forza emotiva della Turba, ma sicuramente potrà costituire un banco di prova fondamentale, se vogliamo accrescere ancor di più il valore stesso della Turba. Riteniamo che questo anno di transizione sia quanto mai opportuno, perché ci consente di provare e testare una “estensione” della Turba che potremo proporre nel prossimo anno, il sabato precedente, depurata delle mancanze che avremo modo di rilevare proprio quest’anno. Per la realizzazione dell’evento processionale, saranno necessarie numerose persone, divise fra Antico e Nuovo Testamento; esso si svilupperà lungo le vie del centro storico, con il finale classico della fiaccolata ed il sollevamento delle croci. Una situazione del genere ci consentirà di gestire meglio le distanze e la distribuzione delle persone nel paese, evitando assembramenti inevitabili nella Turba classica, sia fra gli attori che fra gli spettatori. Visto che è un evento nuovo e che dunque va organizzato nella sua interezza, chi ha piacere di partecipare alla sua costruzione (il canovaccio è già scritto nei nostri libri antichi e più volte spiegato e dibattuto) verrà informato degli incontri. È possibile comunque manifestare la propria adesione e partecipazione inviando una mail al seguente indirizzo: presidente@laturbacantiano.it. Confidiamo nella comprensione e nella collaborazione di tutti per rendere comunque suggestivo il prossimo Venerdì Santo.

da associazione culturale Turba

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