La spaccatura interna alla maggioranza ha assunto connotati tali da costringere la città in una situazione di stallo e di incertezza, ultima riprova il Consiglio Comunale di ieri, in cui la
maggioranza è andata ancora una volta sotto (14 a favore e 10 contrari ) sulla votazione della mozione proposta da Clini (Pd), Luzi (In Comune) e Mazzanti (M5S) e votata anche da Lega e FdI, che impegnava sindaco e giunta a confermare il divieto di cessione o fusione di Aset con società che di fatto ne avrebbero sancito la definitiva privatizzazione, senza alcuna possibilità di controllo pubblico. Una mozione che ribadisce l’importanza delle precedenti delibere del consiglio comunale, unico ad avere sovranità in merito all’assetto di Aset, per la quale si è sempre espresso sulla linea di preservare Aset come azienda pubblica di servizi. La necessità di riproporre un documento che impegni il consiglio comunale è sorta di fronte all’emergere di una trattativa segreta tra MMS, il sindaco Seri e alcuni funzionari di Aset, i quali per anni anno taciuto e poi negato, per essere definitivamente smascherati dalla pubblicazione in Commissione Garanzia e Controllo di un dossier redatto da Hera nel 2019, il quale confermava l’intenzione di procedere al progetto di fusione tra Marche Multiservizi ed Aset. Per non bastare, la valutazione da parte del consiglio comunale dei possibili partner per la realizzazione di un biodigestore, è stata fortemente alterata con l’organizzazione di assemblee da parte delle liste civiche a supporto di Seri, di +Europa ed Azione, col chiaro intento di preoccupare i lavoratori sindacalizzati circa il proprio futuro occupazionale, per riproporre subdolamente l’abbraccio mortifero con Marche Multiservizi, spacciato falsamente come unica garanzia per difendere i posti di lavoro. Tutto questo è stato prontamente confutato dalla Lega durante il consiglio di ieri, infatti in caso di gara per l’assegnazione della gestione del gas, la legge tutela al 100% i posti di lavoro di coloro che dovrebbero lavorare per un nuovo gestore. La conferma della debolezza di questa amministrazione su un tema così strategico per Fano, è arrivata come al solito dall’atteggiamento del sindaco, il quale per sfuggire alla bocciatura della sua stessa maggioranza, non ha preso alcuna posizione in merito e non ha partecipato al voto, scegliendo ancora una volta di non decidere.
Il gran finale di questo capolavoro degli orrori è stato il rinvio della definizione del Comitato del Revisore dei Conti, perché anche sul candidato da eleggere, la maggioranza è spaccata.
Luigi Scopelliti Commissario Lega Fano






















