iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno

“L’arte dello scrivere – racconta la fanese Giulia Baldelli, ma residente a Bologna – è stata il mio sogno da bambina, ma poi per tanti anni non ricordavo neanche più di averlo fantasticato, talmente questo mio desiderio era nascosto in profondità”. Come ha iniziato e cosa faceva da piccola per sentirsi scrittrice? “Ho iniziato a scrivere un romanzo perché sentivo che c’era una parte di me che nel tempo aveva assorbito la realtà in modo narrativo. Sentivo dentro di me  una sorta di ingombro che grazie alla scrittura e ad una storia, è riuscito ad uscire dal mio intimo, prendendo una forma ed una sua musica. Si dice che per scrivere bene bisogna leggere molto ed io fin dall’infanzia sono stata una vorace lettrice. Leggevo libri, inseguivo consigli di lettura, leggevo scritte sui muri, manifesti o scontrini della spesa: in pratica leggevo qualsiasi forma di aggregazione di lettere che formavano parole”.

Parliamo del suo libro? “È il mio romanzo d’esordio dal titolo L’estate che resta ed è edito da Guanda Editore.  Una storia d’amore, d’amore vero in assoluto. La voce narrante è Giulia che incontriamo da bambina e poi cresce nelle pagine del libro diventando prima ragazza e poi donna. Giulia si innamora sin da piccola di un’altra bambina di nome Cristi. Siamo negli anni Novanta e tutto si svolge in un piccolo paese dell’entroterra marchigiano. Il legame che si stabilisce fra le due bambine è intenso, diretto e si comprende che è destinato a durare per sempre. Tuttavia viene immediatamente perturbato da un terzo elemento, Mattia. I tre stabiliscono un triangolo d’amore che non si scioglierà mai ed al cui interno l’amore si condenserà nella sua forma più assoluta”. Qual è il messaggio per il lettore? “L’amore non conosce limiti e né confini di genere. Se si ha il coraggio di riconoscere all’amore il valore di sostanza fondante, anche se in alcuni snodi della vita potrà essere doloroso, non lascerà mai deserto l’animo di chi lo vive”.

scarpe firmate

Cosa la spinge alla scrittura e quali sono le sue sensazioni? “Lo scrivere mi pacifica e mi fa sentire che la mia voce più profonda del mio intimo, è finalmente compresa. Scrivo per cercare quiete, comprensione e nell’aggregare tutti i pezzi di me, che altrimenti rischiano di girare solitari e vuoti”. Quale emozioni  prova nel sentirsi chiamare scrittrice? “Ma più che sentirsi chiamare, è proprio strano sentirsi scrittrice!”. Qual è il momento e i luoghi di maggior ispirazione? “Scrivo ovunque, purché sia sola. L’ispirazione è truffaldina e decide sempre lei quando mostrarsi o scomparire, oppure occupare di giorno e notte la mia mente. A volte le idee nascono alla scrivania oppure quando sono ai giardini, nel vedere giocare dei bambini o un anziano bere alla fontanella e così via, ed è così che l’intreccio è folgorante”. Ha partecipato a qualche concorso? “Il libro è iscritto a numerosi premi su scala nazionale ed è stato presentato su diverse piattaforme e festival online. In presenza è stato presentato a Milano, Roma, Torino, Bologna e tantissime città italiane. Questa primavera sarò  il 29 maggio a Urbino per l’evento La città del Libro e il 18 giugno a Mondolfo per l’edizione di Come un libro all’aperto. Inoltre ho recentemente venduto i diritti di pubblicazione per la Spagna”. Chi è Giulia Baldelli? “Sono una ragazza nata a Fano dove ho trascorso la mia infanzia giocando all’aperto in ogni momento possibile, scorrazzando in bici o giocando in un campo da tennis. Ho conseguito il diploma al liceo scientifico dove ho incontrato insegnanti competenti ed umani assieme a delle amiche che non mi hanno più abbandonata. Successivamente mi sono trasferita a Bologna per frequentare chimica e tecnologie farmaceutiche. Sono rimasta stregata da questa città universitaria così colta e libera e decido di rimanerci a vivere. Mi sto specializzando in sostenibilità e sicurezza alimentare con esperienza manageriale nella grande distribuzione organizzata e poi…. colpo di scena, nel giugno 2019 inizio la stesura del libro L’estate che resta”.

moda donna
scarpe moda
arredamento interno
irish pub cantiano