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FOSSOMBRONE «Ho sempre pensato che la mafia potesse essere sconfitta, ancor prima che dalla Giustizia, con l’istruzione e con il ruolo importante della scuola. L’arma più efficace per sconfiggerla è un bravo insegnante». La frase di Giovanni Falcone ha ispirato e guida l’istituto comprensivo “Fratelli Mercantini” di Fossombrone alle prese ieri con “La scuola in marcia contro le mafie” per le vie cittadine fino al parco Carloni dove si sono alternati i saluti del sindaco, le esecuzioni musicali dei giovani esecutori, gli interventi dell’avvocatessa Manuela Sacco della Biblioteca della legalità (Bil). Di Francesco Montanari coordinatore di “Primavera di legalità” e della dirigente scolastica Michele Visone che ha coordinato un lavoro portato avanti da mesi e che ha voluto ringraziare tutti gli insegnanti che meritano più che mai di essere definiti bravi in riferimento a quanto scritto da Giovanni Falcone. Nella giornata che ha celebrato in anticipo la ricorrenza odierna il corteo ha benevolmente rumoreggiato anche nel Corso Garibaldi, aperto dal sindaco Massimo Berloni, dal suo vice Michele Chiarabilli e della dirigente scolastica. Una sorta di happening si è materializzato tra tante emozioni al parco Carloni: cartelloni, frasi, concetti e ricerche a conferma di un lavoro portato avanti con passione nella piena certezza che «gli uomini passano ma le idee restano, così come le loro tensioni morali continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini» come ha scritto Giovanni Falconi nel suo testamento morale. Alle studentesse e agli studenti tutti va il plauso per l’impegno che hanno mostrato a conferma che la loro è una scuola ricca di valori. Preziosi per il nostro tempo. Non è soltanto virtuale il collegamento con la Fattoria della Legalità della vicina Isola del Piano. La “Mercantini” avrà a disposizione nel prossimo anno scolastico una biblioteca della legalità, progetto maturato nel corso dell’incontro che gli alunni hanno già avuto con il sostituto procuratore del Tribunale di Pesaro Valeria Cigliola. «La dottoressa è partita dal concetto di rispetto delle regole tra le persone in generale, poi ha ripercorso la storia delle mafie in Italia. Ha lasciato un monito molto importante agli alunni e ai docenti, che l’hanno ascoltata e intervistata per più di due ore» ricorda la professoressa Visone. Grazie a lei la scuola forsempronese ricerca continua contatti con il contesto sociale e culturale esterno per consolidare un processo formativo qualificato. È vivo il ricordo l’incontro con la scrittrice Edith Bruck che ha raccontato la sua esperienza di deportata nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen.

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