“L’essere cresciuta con un padre artista che ha sempre ricercato la bellezza attraverso la pittura – racconta la pittrice
Chessa nata a Grosseto ma residente a Fano – mi ha trasmesso la voglia di esplorare il mondo attraverso l’immaginazione. Questa familiarità con l’arte unita al desiderio di esprimermi, mi hanno reso fin da giovane consapevole che la pittura sarebbe stata la strada da percorrere. Poi gli studi al liceo artistico e l’Università all’Accademia di Belle Arti di Firenze hanno contribuito a trasformare questa passione in professione”.
Come si è concretizzato tutto questo? “Sono diventata una pittrice illustratrice a tutto campo passando dalla pittura, alla grafica e al collage digitale. Per me l’arte è divertimento perché posso spaziare con la fantasia aggiungendo sempre un tocco di ironia”. Quali emozioni nell’eseguire un’opera? “Durante l’esecuzione di un lavoro sono allo stesso tempo concentrata e distesa. Amo perdermi nella ripetizione dei gesti attraverso la cura dei dettagli e a volte mi sembra di essere una ricamatrice. Il tempo si dilata e trova uno spazio tutto suo dentro il silenzio dell’opera. Istinto e ragione si modulano magicamente nel pennello”.
Qual è la sua tecnica di lavorazione? “Da molti anni adopero la pittura acrilica che permette nell’immediato di ottenere i contrasti cromatici che ricerco. A intervalli mi dedico anche al disegno su carta e utilizzo grafite. Scorrere la matita e modulare in chiaro scuro il disegno aiuta ad avere un contatto diretto con l’immaginazione. Utilizzo anche il mezzo digitale, quando questa tecnica è funzionale al progetto”.
Cosa deve trasmettere una sua opera? “Cerco di trasmettere suggestioni attraverso una narrativa surreale. Le sensazioni non si catturano, sono fluide e perdono senso se sono rinchiuse. Il linguaggio surreale può far da veicolo per tradurre in immagini il non descrivibile”. Quali sono i momenti di maggior ispirazione? “La creatività fa parte della mia quotidianità. Sono attratta dalla natura in generale, dalle forme e colori della vegetazione. Per me fonte di ispirazione sono anche le opere d’arte del passato, perché in esse trovo molti riferimenti iconografici. Adoro la scuola fiamminga per lo studio del ritratto e amo le tinte fredde e colori brillanti del nord. Lo studio estremo dei particolari mi affascina e ne traggo sempre spunto”.
Ha partecipato ad eventi e con quali riconoscimenti? “Collaboro con MB Gallery di Orvieto e con Galleria Afnakafna di Roma. Ho partecipato a numerosissime personali e collettive in gallerie, centri culturali e luoghi di interesse storico su tutto il territorio nazionale con lusinghieri apprezzamenti della critica”.
Progetti futuri? “Oltre ad alcune mostre programmate ho appena inaugurato il mio Studio Gallery nel centro storico di Fano nei pressi della Rocca Malatestiana. L’Atelier si chiama DuChessa ed è stato pensato per ricavare uno spazio privato adibito a laboratorio e uno espositivo curato nell’aspetto illuminotecnico, per valorizzare le opere d’arte. È un luogo di raccoglimento e di apertura dove potranno nascere nuovi progetti e collaborazioni”.






















