Sono tutti uniti nell’alta valle del Metauro contro la decisione resa pubblica qualche giorno fa di accorpare l’arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado con quella di Pesaro. Nell’autunno del 2021 Papa Francesco aveva avviato la riforma. Già da allora questa si diceva che potesse toccare anche la realtà Urbino. E così è stato parallelamente al fatto che per monsignor Giovanni Tani è arrivato il momento di rassegnare le dimissioni per sopraggiunti limiti di età. L’ultimo tassello per dire… è arrivato il momento della fusione con Pesaro. Lunedì sera, 20 giugno, si è tenuto a Urbino un consiglio comunale allargato ai sindaci del territorio di riferimento dell’arcidiocesi con lo scopo di mandare un messaggio chiaro: mantenere l’arcidiocesi e il proprio arcivescovo, mantenere la storia in altre parole. Nell’occasione è stata partorita una sorta di delibera appello. Tutti uniti i Comuni per dire no alla fusione. Ora i vari consigli comunali avranno il compito ciascuno di ribadire questa posizione. Non si può cancellare la storia è il leit motiv di fedeli e laici.






















